24 Hour Pizza e People. Il nuovo magazine di Berberè

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24 Hour Pizza e People. Il nuovo magazine di Berberè

24 Hour Pizza e People è il nuovo magazine semestrale nato da un’idea dei fratelli Aloe della catena di pizzerie di qualità Berberè e diretto da Martina Liverani, direttrice anche del bookazine semestrale indipendente Dispensa. L’abbiamo intervistata per capire di che si tratta e fare il punto sulla carta stampata oggi.

La carta stampata non è morta. Abbiamo davvero sventato il pericolo?

Assolutamente sì, la carta stampata non è morta. Only old people think that paper is dead.

Solo le persone anziane pensano sia morta la carta. Effettivamente suona meglio in inglese…

La carta resiste e resisterà sempre. Certo, non deve essere un’imitazione del web, deve essere durevole nel tempo con un contenuto svincolato dall’attualità e dalla velocità tipica di internet; insomma un oggetto da collezionare. Quando la carta fa la carta, non soccombe.

Il web, dunque, non è competitor della carta stampata

Direi di no, anzi, l’abbuffata digitale ha creato un gruppo di persone che vogliono altro, un qualcosa che si tocchi, si annusi, che coinvolga in maniera totalizzante. E la carta stampata corrisponde a tutto questo perché richiede un’esperienza più immersiva. Immagina: per leggere un magazine devi usare le mani, devi avere la luce giusta, devi ritagliarti del tempo.

Quali sono le maggiori difficoltà che si devono affrontare nella gestione di un magazine?

Parlo della mia esperienza con Dispensa che ormai, con i suoi cinque anni, è un magazine longevo. Questo è un progetto particolare perché non ha pubblicità e dietro non ci sono sponsor – ho volutamente scelto la strada più difficile – ma se dovessi individuare le difficoltà maggiori queste sarebbero sicuramente legate alla comunicazione e promozione per farsi conoscere.

Come hai risolto?

Principalmente con il passa parola, è un percorso più lento ma efficace perché poi ti crei una nicchia di lettori assai fedeli.

Come riesci a far quadrare i conti?

Ormai so chi sono e quanti sono i miei lettori, dunque le copie che stampo poi le vendo. Non sarà romantico ma muoversi su una nicchia e conoscerla, alla fine ti fa quadrare i conti.

Altre difficoltà tipiche della carta stampata?

Creare dei contenuti coinvolgenti, interessanti, sempre nuovi. Ciò richiede uno sforzo creativo non di poco conto.

Martina Liverani con i fratelli Aloe
Martina Liverani con i fratelli Aloe

Veniamo al nuovo 24 Hour Pizza e People. Come è nata l’idea?

Dispensa da semplice rivista è diventata anche casa editrice, e da un po’ sviluppa prodotti speciali per le aziende. Con i ragazzi di Berberè ci siamo incontrati e subito trovati, abbiamo in comune una visione anarchica delle cose e una passione viscerale per la musica.

Il titolo è infatti un chiaro omaggio al film 24 Hour Party People di Michael Winterbottom, che racconta la rivoluzione dell’etichetta discografica indipendente Factory Records.

Allo stesso modo il magazine si propone di narrare il grande fermento di questi anni attorno al mondo della pizza: piatto povero simbolo dell’italianità nel mondo, oggi al centro di una rivoluzione anche culturale.

Com’è il nuovo magazine?

È un semestrale, diviso in 8 rubriche per un centinaio di pagine, con l’obiettivo di raccontare tutto ciò che ruota attorno alla cultura della pizza, che è in primis connessione sociale, attraverso gli intrecci di relazioni urbane, persone, luoghi, immagini e leggende metropolitane. Ogni numero svilupperà un focus su una città italiana, iniziando da quelle dove è presente Berberè.

Non solo un magazine però…

È anche una guida per scoprire l’anima più contemporanea delle varie città. Il formato è abbastanza pocket. Così te la puoi portare in giro.

Si comincia da Bologna.

Esatto. Si parla di pizza, di Bologna e di pizza a Bologna, cercando però di raccontare una Bologna diversa e una controcultura della pizza. Tra le varie storie c’è anche un tour raccontato dal collettivo Cheap, un progetto indipendente che promuove la street art come strumento di rigenerazione urbana e indagine del territorio.

Qualche altra anticipazione?

Abbiamo invitato a pranzo la cantante Birthh, abbiamo messo attorno a un tavolo 8 pizzaioli che ci piacciono, dai ragazzi di Brisa a quelli di ‘O Fiore Mio, per farci raccontare la loro Bologna. Abbiamo fatto un’indagine sui consumi di pizza in città e abbiamo coinvolto l’agronomo Giovanni Dinelli dell’Università di Bologna affinché ci parlasse, sempre di pizza, ma dal suo punto di vista.

Hai preso ad esempio qualche rivista?

Ho ovviamente fatto un’indagine di mercato dato che in questo periodo storico ci sono molte riviste indipendenti interessanti, ma ce n’è una che mi piace moltissimo, è quella dei ragazzi del Noble Rot (hanno da poco vinto il premio “Red Wine Serving Restaurant” al World Restaurant Awards, ndr). È un magazine legato al loro ristorante e wine bar di Londra.

Dove verrà distribuito?

Inizialmente si potrà trovare nei punti vendita Berberè, ma stiamo già valutando un network di posti che ci piacciono.

Quanto costa?

15 euro.

 

24hpizzapeople.com

 

a cura di Annalisa Zordan

copertina di Andrea Aureli

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