A Palermo la cucina sociale finanziata da AirBnb. Il cibo come motore culturale

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A Palermo la cucina sociale finanziata da AirBnb. Il cibo come motore culturale

Murale nella fattoria di Danisinni

AirBnb e Palermo insieme

La prima buona notizia risiede nella scoperta che fare squadra e collaborare per un progetto comune  non è fuori moda. Non a Palermo, almeno, dove l’amministrazione comunale e il circuito AirBnb hanno trovato un ottimo compromesso per valorizzare il lavoro l’uno dell’altro. Tutto parte dall’imposta di soggiorno richiesta a chi pernotta in città: molti, ormai, sono i viaggiatori che scelgono di usufruire del circuito AirBnb, e il Comune di Palermo ha pensato di mettere a frutto il successo del circuito stipulando una convenzione con il gestore, che nel caso specifico (oggi in una quindicina di città in tutta Italia) si fa carico di adempiere al versamento per conto degli host. Così, nell’ultimo anno, la raccolta digitale delle imposte in arrivo da AirBnb ha fruttato un tesoretto di oltre 500mila euro, da reimpiegare per progetti sociali. Nei mesi scorsi, dunque, i cittadini sono stati coinvolti in un sondaggio per scegliere come investire i fondi: le idee sono scaturite proprio dal confronto con le comunità di quartiere, nell’ambito di laboratori che mettessero in luce le necessità delle singole aree urbane della città, specie quelle più disagiate. Qualche giorno fa, in occasione di una conferenza a Palazzo delle Aquile, il sindaco Leoluca Orlando, con l’ad di AirBnb Italia Matteo Frigerio, ha ufficializzato i due progetti vincitori, che presto si concretizzeranno. E di questo parliamo perché, tra le priorità individuate dai palermitani, una riguarda da vicino la cucina, e il suo valore aggregativo.

La cucina sociale di Danisinni

Il progetto è stato ribattezzato Danisinni e Ballarò in transito – “un percorso sperimentale di partecipazione civica –  e prenderà forma nei prossimi mesi proprio nei quartieri in questione: a Ballarò, dove il mercato permanente più famoso e antico della città attira ogni giorno molti turisti, l’associazione Ballarart realizzerà un teatro dove oggi ci sono le macerie della chiesa di Albergheria, diventata nel tempo una discarica a cielo aperto. Nel quartiere di Danisinni (tra la Cattedrale e il Palazzo della Zisa, dove un tempo scorreva il fiume Papireto), invece, gli sforzi si concentrano intorno alla Parrocchia di Sant’Agnese, primo motore per la realizzazione di una cucina inclusiva  – la Cucina Solidale nel Borgo-Fattoria – che grazie ai fondi in arrivo da AirBnb sarà presto portata a termine. Un progetto ambizioso, che parte dalla valorizzazione dei prodotti della fattoria sociale della Parrocchia (avviata nel 2016 nell’ambito del progetto Rambla Papireto, con orto coltivato da ex detenuti, animali da cortile e piccola cucina di supporto, all’interno di un’antica pirriera, la cava da cui fu estratta la pietra per realizzare il Palazzo dei Normanni e le mura del Teatro Massimo) e mira a coinvolgere l’intero quartiere nella riscoperta delle tradizioni gastronomiche palermitane, per fare della cucina un luogo aperto a residenti e turisti. Un ristorante no profit destinato anche all’accoglienza e allo scambio culturale, ma pure un centro di formazione, con laboratori gastronomici e la disponibilità di attrezzature professionali. I laboratori, di cucina etnica e siciliana, serviranno ad autofinanziare l’attività nei mesi che verranno, e apriranno nuove opportunità di occupazione. Ma lo spazio potrà diventare anche residenza per artisti (moltissimi sono i progetti artistici che stanno letteralmente trasformando lo spazio urbano di Palermo, proprio a Danisinni un murale di Guido Palmadessa omaggia Il cibo relazionale). I progetti dovranno essere realizzati entro il 2019 e disporranno di 20mila euro ciascuno.

 

a cura di Livia Montagnoli

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