Allergeni, indagine diffusa con il progetto #DetectiveFood

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Allergeni, indagine diffusa con il progetto #DetectiveFood

Allergeni alimentari, pericoloso mistero. Food Allergy Italia lancia il progetto #DetectiveFood, in collaborazione con GIFT (Great Italian Food Trade) e i consumAttori italiani. Un’indagine dal basso, per raccogliere immagini di etichette alimentari, cartelli di vendita dei cibi sfusi, menù e registri nei pubblici esercizi ove gli allergeni manchino o siano indicati in modo inidoneo a informare in modo esatto i consumatori allergici. Tutti all’opera!

Allergeni alimentari, le notizie doverose in etichetta

A partire dal 2003 il legislatore europeo ha introdotto il dovere di informazione specifica, su tutte le etichette alimentari, in merito alla presenza di una serie di sostanze in grado di provocare allergie o intolleranze, ora elencate in Allegato II al regolamento (UE) n. 1169/11. Il dovere è esteso alle ipotesi in cui gli allergeni siano presenti in forma derivata (es. siero di latte) o in tracce, sia pure a causa di contaminazione involontaria (c.d. ‘cross contamination’).

Le etichette devono inderogabilmente riportare l’indicazione specifica dei singoli allergeni presenti nell’alimento. I quali devono venire evidenziati graficamente, in modo da venire identificati in un colpo d’occhio. È vietato ricorrere a indicazioni generiche (es. farina 00), nonché designare il singolo ingrediente allergenico con il nome della categoria (es. frutta secca con guscio, cereali contenenti glutine).

L’indicazione ‘può contenere dev’essere altrettanto precisa nel riportare quei soli allergeni la cui presenza non possa venire esclusa, a causa di contaminazione accidentale, nonostante la scrupolosa applicazione dell’autocontrollo (buone prassi igieniche e HACCP). Devono venire esclusi i riferimenti a ‘tracce di…, poiché tale dicitura è priva di significato legale (oltreché scientifico) e può indurre in errore i consumatori. Ed è tassativamente vietato l’impiego di locuzioni del tipo ‘prodotto in uno stabilimento dove sono presenti (o ‘si lavora)...’ Poiché l’informazione deve venire riferita ai singoli prodotti alimentari e non agli esercizi ove essi sono preparati.

Allergeni alimentari, le notizie doverose su cartelli di vendita e menù

I cartelli esposti accanto agli alimenti venduti sfusi (ad esempio in bar-pasticcerie, panifici e gastronomie, panetterie, gelaterie, distributori automatici) devono comunicare con altrettanta specificità la presenza di allergeni su ogni singolo prodotto in vendita.

I menù e/o gli appositi registri a disposizione dei consumatori in bar, pizzerie, ristoranti e trattorie, mense, fast-food e altri pubblici esercizi, ivi compresi quelli ambulanti (es. food truck) e i catering, devono a loro volta precisare quali allergeni siano presenti in ciascuno dei cibi.

#DetectiveFood, l’indagine dal basso

Il progetto #DetectiveFood mira a realizzare una ‘indagine dal basso’, a cui ciascuno di noi è invitato a partecipare mediante raccolta di immagini circostanziate di informazioni corrette e scorrette relative alla presenza di allergeni nei singoli prodotti alimentari in vendita (siano essi confezionati, preincartati o venduti sfusi). Nonché sui menù e registri delle collettività (pubblici esercizi, mense, catering).

Mettiamoci tutti nei panni di un consumatore allergico, almeno per un giorno. Per renderci conto di quanto sia tuttora difficile capire se gli alimenti e i cibi che ci vengono offerti siano sicuri in caso di allergie a una delle 14 sostanze e ingredienti di cui in Allegato II al ‘Food Information Regulation’ (reg. UE 1169/11). Soffermandoci, in particolare, su:

1) etichette prive di informazioni, o con notizie non chiare sulla presenza di allergeni (es. ‘contiene glutine’. Quale cereale?),

2) cartelli o menù eccessivamente generici, ove si fa riferimento alla possibile presenza di allergeni che non hanno nulla a che fare con il tipo di esercizio (es. ‘può contenere… pesce, crostacei, molluschi’ in una pasticceria o gelateria),

3) alimenti venduti o serviti senza imballaggio e/o senza informazioni relative agli allergeni.

#DetectiveFood, come partecipare all’indagine

Per partecipare a #DetectiveFood siamo tutti invitati a:

– scattare una foto dell’alimento con relativa etichetta, o cartello o menù,

– riportare la marca dell’alimento o il nome del locale/ristorante dove lo avete visto o acquistato,

– indicare la città, il nome del negozio o pubblico esercizio e il suo indirizzo,

– inviare le informazioni via mail a [email protected]

#DetectiveFood, i passi successivi

L’indagine dal basso ambisce a raccogliere almeno 10/15 segnalazioni per ogni categoria dei seguenti prodotti:

– prodotti da forno (pane, pizza, crackers, grissini, fette biscottate, snack, biscotti, torte, merendine)

– preparazioni di carne e prodotti a base di carne,

alimenti vegetariani e vegani,

– alimenti per l’infanzia,

– gelati,

– dolci,

– bevande.

Altrettante segnalazioni sono attese su:

– cartelli di vendita/registri/libri degli ingredienti,

– menù dei ristoranti e pubblici esercizi.

Le informazioni verranno raccolte con il duplice obiettivo di fare emergere le buone prassi di etichettature, che facilitano e migliorano la qualità della vita dei soggetti allergici, e segnalare le irregolarità alle autorità competenti. (1) 

Partecipate numerosi, solo così potremo fare sentire la voce di tutti e mettere fine alle discriminazioni nei confronti dei più vulnerabili!

Seguiranno aggiornamenti, su GIFT (Great Italian Food Trade) e sulla pagina Facebook di FoodAllergyItalia.

#Égalité!

Dario Dongo e Marcia Podestà

Note

(1) Per ulteriori informazioni sull’etichettatura degli allergeni e le relative sanzioni – amministrative e penali – si fa rinvio al nostro ebook ‘1169 pene. Notizie sui cibi, controlli e sanzioni‘, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/1169-pene-e-book-gratuito-su-delitti-e-sanzioni-nel-food

Source: Allergeni, indagine diffusa con il progetto #DetectiveFood

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