Bollicine di qualità a zero alcol, l’inatteso successo sul mercato UK

The short URL of the present article is: https://myspecialfood.com/5whME

Bollicine di qualità a zero alcol, l’inatteso successo sul mercato UK

Bollicine di qualità a zero alcol. L’esemplare successo sul mercato UK balza persino alle cronache di un quotidiano indipendente di nome e di fatto, The Independent. È il successo del buon senso collettivo e la Brexit, per una volta, non c’entra nulla.

Zero alcol, ecco perché

Le ragioni per ridurre o anche eliminare del tutto l’alcol dalla propria dieta sono diverse. Una su tutte, non è necessario. L’organismo umano non ne ha bisogno e anzi ne subisce la tossicità, in proporzione alla dose e alla sensibilità individuale legata a sesso, età e condizioni di salute. Ma la lobby dei produttori di bevande alcoliche domina la politica, al punto da negare tuttora le notizie in etichetta su ingredienti e calorie. Ed è molto scarsa la cognizione del rapporto tra alcol e tumori.

‘La consapevolezza pubblica e l’accettazione della relazione causale tra consumo di alcol e cancro è generalmente bassa e può anche non essere ottimale tra i medici. L’uso personale di alcol da parte dei medici e degli operatori sanitari può contribuire ad alti livelli di incertezza e negazione nella popolazione generale che l’alcol provoca il cancro’. (Slevin, 2017. V. nota 1)

L’alcol ingrassa e gonfia i tessuti, favorendo la ritenzione idrica. 7kcal per grammo, poco meno del burro. Senza tuttavia apportare i nutrienti (proteine, carboidrati e grassi), né i micronutrienti (vitamine e sali minerali), né altra sostanza utile all’organismo. Costituisce fattore di rischio significativo di gravi malattie – con evidenza epidemiologica su almeno 7 forme di cancro, compreso il tumore al seno – nonché causa primaria di diverse patologie letali. (2)

Ansia e depressione vengono poi aggravate dal consumo di alcolici, in antitesi ai falsi modelli comportamentali imposti dalle lobby dei produttori attraverso cinema e tv. La ricerca scientifica converge sul fatto che bere provochi tristezza, in barba alle spumeggianti e irresponsabili pubblicità a cui vengono esposti i giovani in UE. E il malessere psichico viene aggravato da quantità e intensità di consumo, a cui si associano concreti rischi di dipendenza. (3)

La guida sotto l’influenza dell’alcool, non da ultimo, aumenta in misura significativa la probabilità di causare incidenti stradali mortali. Di 17,8 volte, secondo un moderno studio scientifico francese ove si stima che il 27,7% di tutti gli incidenti mortali potrebbe venire evitato se i guidatori non superassero il limite legale per l’alcol. (4) Il consumo di alcolici è in ogni caso pregiudizievole alla guida ed espone al rischio di procedimenti penali, oltreché al ritiro della patente.

Zero e poco alcol, l’inatteso successo in UK

The Independent riferisce a uno studio del 2018 ove si rileva la completa astensione dall’alcol del 30% dei giovani inglesi. (5) Un dato che sorprende, in un Paese ove il consumo di bevande alcoliche è radicato e diffuso con criticità epidemica. Ed è forse proprio l’evidenza dei suoi effetti negativi per la salute ad avere stimolato comportamenti coscienziosi in buona parte della popolazione giovanile. D’altro canto, come si è visto, gli svantaggi tendono a superare i vantaggi.

Il movimento ‘no alcohol’ e ‘low alcohol’ si è diffuso senza ideologie né dettami religiosi, anche tra i più grandi, all’insegna della salute e dell’amor proprio. Linea e forma fisica, serenità e lucidità, senza nostalgia per gli hangover del giorno dopo eccessive libagioni. Sobrietà non significa peraltro rinunciare né alla socialità, né al piacere di bevande alternative. Che si richiedono essere diverse rispetto all’acqua, alle bevande zuccherate gassate ma anche alle birre analcoliche più banali.

Bollicine analcoliche di qualità, l’esempio inglese su cui riflettere

Il mercato inglese si è dunque orientato verso bevande a ‘zero’ o ‘basso’ tenore di alcol (6) – con una qualità distintiva. Bollicine analcoliche progettate in quanto tali, con l’impiego di apposite tecnologie che consentano di ottenere strutture e profili aromatici all’altezza delle aspettative di un target di consumatori evoluto. Aspettative che di fatto corrispondono a quelle dei corrispondenti alcoholic drink.

La recensione di Jeanne Gould per The Independent celebra in particolare alcune referenze di sidro analcolico, di mela e di pera, dalla Normandia e la Gran Bretagna. La birra Lucky Saint, realizzata a partire da acqua minerale bavarese, malti e luppoli selezionati. E alcune altre, come la Smashed Citrus di Drynks che a sua volta ha investito su un processo di distillazione sottovuoto in grado di estrarre lo spirito dalle bevande senza alterarne il sapore.

Il risparmio sulle accise d’altra parte consente agli operatori più avveduti di dedicare risorse alla vera qualità delle bevande. Bevande che il consumatore attento alla salute e alla linea deve poter distinguere e scegliere in quanto piacevoli e non, banalmente, solo perché analcoliche. Sidro e birra, ma anche vino e spumante de-alcolizzato. Ed è proprio in Italia, in Trentino, un antesignano dei vini non alcolici di qualità. Michele Tait, fondatore della Princess Srl.

Un modo diverso di bere è quindi possibile e vantaggioso, senza pensieri e senz’alcol.

Dario Dongo

Note

(1) Terry Slevin et al. (2017). Why Is Alcohol Cancer’s Best-Kept Secret? Addiction. Feb 2017. doi: 10.1111/add.13640

(2) Si riferisce com certezza a fegato, colon, retto. seno, orofaringe, laringe, esofago. V. Connor J. (2017). Alcohol consumption as a cause of cancer. Addiction. 2017;112(2):222–228. doi:10.1111/add.13477

Khushalani JS, Qin J, Ekwueme DU, White A. (2019). Awareness of breast cancer risk related to a positive family history and alcohol consumption among women aged 15-44 years in United States. Prev Med Rep. 2019;17:101029. Published 2019 Dec 9. doi:10.1016/j.pmedr.2019.101029

(3) Awaworyi Churchill S, Farrell L. Alcohol and depression: Evidence from the 2014 health survey for EnglandDrug Alcohol Depend. 2017;180:86–92. doi:10.1016/j.drugalcdep.2017.08.006

Santangelo OE, Provenzano S, Firenze A. (2018). Ansia, depressione e consumo rischioso di alcol in un campione di studenti universitari [Anxiety, depression and risk consumption of alcohol in a sample of university students]. Riv Psichiatr. 2018;53(2):88–94. doi:10.1708/2891.29157

Hogarth L, Hardy L, Mathew AR, Hitsman B. (2018). Negative mood-induced alcohol-seeking is greater in young adults who report depression symptoms, drinking to cope, and subjective reactivity. Exp Clin Psychopharmacol. 2018;26(2):138–146. doi:10.1037/pha0000177

(4) Martin J-L, Gadegbeku B, Wu D, Viallon V, Laumon B (2017) Cannabis, alcohol and fatal road accidents. PLoS ONE 12(11): e0187320. doi:10.1371/journal.pone.0187320

(5) Joanne Gould. 12 best low and alcohol-free drinks for sober October. The Independent, 30.9.19,

(6) Il concetto di ‘basso tenore alcolico’ è peraltro privo, in Europa, di alcun riferimento normativo. Si veda il precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/alcopops-l-abc-etichette-da-rifare

Source: Bollicine di qualità a zero alcol, l’inatteso successo sul mercato UK

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.