Brasserie Arnage di Cesena. Il pub di Claudio Biagioli aka Biagio

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Brasserie Arnage di Cesena. Il pub di Claudio Biagioli aka Biagio

 

Brasserie Arnage. Le origini

Cesena, gennaio 2006. Un locale storico – con già 16-17 anni di attività alle spalle – viene preso in gestione da un uomo poco più che trentenne, grande appassionato del buon mangiare e soprattutto del buon bere. Dopo un po’ di esperienze come cameriere in qualche locale della zona, decide di dar vita a un pub a propria immagine e somiglianza. Il suo nome di battesimo è Claudio e di cognome fa Biagioli; tutti, però, lo chiamano Biagio, Biagio della Brasserie Arnage. Quali sono le origini del nome è presto detto: “Tra le mie più grandi passioni ci sono le gare automobilistiche, soprattutto le endurance. Arnage è il nome di una delle curve più difficili della 24 Ore di Le Mans”.

I primi anni Brasserie Arnage

Come sovente accade, gli inizi non sono stati dei più semplici, a raccontarlo è lo stesso Biagio: “Il locale preesistente aveva perso lo smalto iniziale, ma soprattutto tanti clienti. Gli inizi sono stati traumatici”. Non andava certo in soccorso il tipo di offerta: “per il cesenate medio la birra è soltanto una bevanda alcolica da bere ghiacciata sotto l’ombrellone. O si beve quella, o il Sangiovese. Fortunatamente” aggiunge “nel corso degli anni siamo riusciti ad abbracciare un pubblico proveniente non soltanto da Cesena, ma da tutta la regione; anzi, probabilmente siamo più apprezzati fuori dal nostro contesto che qui”. Oggi gli arredi raccontano l’età del pub, e ne fanno un posto decisamente accogliente, come il servizio, attento dalla prima all’ultima birra. Quando ti sei appassionato alla birra? “Era il ’97, ero in Belgio e provai qualche birra… Da allora ci torno ogni anno. Anche al pub, nei primi 3 anni di attività optai per sole birre belghe”.

Brasserie Arnage: birre alla spina e non solo

I coperti sono circa 70, distribuiti in 4 sale, compresa quella d’ingresso con l’imponente bancone dove fa bella mostra di sé l’impianto di spillatura, 12 spine e 4 pompe inglesi: in un anno vi si alternano ben 400-500 referenze, in prevalenza luppolate, ma anche Sour. La sera della nostra visita, tra le varie proposte alla spina, figurava la Cuvée de Mugliega, prodotta da Ca’ del Brado in esclusiva per la Brasserie Arnage: una Sour Ale alle albicocche (“mugliega” in dialetto cesenate significa proprio “albicocca”), caratterizzata da una fermentazione primaria con Brettanomyces Bruxellensis e affinamento in tonneau. Per la versione 2018 sono state utilizzate albicocche Farbaly, 70% mature e 30% acerbe, 70% denocciolate e 30% non.

Passando alle birre in bottiglia e lattina, quelle fisse in carta sono 70, mentre altre 330 (prevalentemente birre strutturate come Sour, Russian Imperial Stout e via discorrendo) ruotano in base alla stagionalità e alla disponibilità.

Cosa si mangia alla Brasserie Arnage

In menu ci sono sfizi – dalle patate fritte alle olive all’ascolana – hot dog, pizze, panini e varie combinazioni di hamburger. Una ampia proposta da pub che include anche taglieri di salumi e formaggi, selezionati con cura e ben assemblati. Per quanto riguarda la selezione di formaggi, in particolare, si segnala il pecorino di fossa homemade. Sì, perché il padre di Biagio, grande appassionato, ne produce ogni anno circa 200 forme: di queste, 50 circa vengono destinate al locale, mentre il restante ad amici e parenti. Accanto ai formaggi c’è il miele in favo dell’azienda Fatevobees di Cesenatico. Di ottimo tenore anche le bruschette, provate nelle versioni con pancetta stufata e bomba calabrese, prosciutto crudo e pecorino di fossa, speck e brie. Ottime. Le tavolette di cioccolato sono prodotte Senigallia da due clienti del locale, che hanno accolto un’idea di Biagio del Chocofossa, versione con scaglie di pecorino di fossa.

 

Il publican ideale secondo Claudio Biagioli

Se dovessi tratteggiare il profilo del publican ideale, che caratteristiche avrebbe? “Per quanto mi riguarda, il riferimento è senza dubbio alcuno Michele Galati (The Dome di Nembro (BG) e Abbazia Di Sherwood di Caprino ndr)”. Perché? “Perché un publican deve essere e fare tante cose: a monte c’è la preparazione, da non intendersi come la sola conoscenza di tutti gli stili birrari… Deve saper valorizzare i prodotti che vende, curando debitamente spillatura e impianto. Deve poi andare oltre i propri gusti personali e saper infondere passione nel cliente”. In che modo? “Non basta soltanto vendere le birre: questo non dev’essere solo un lavoro, ma anche e soprattutto una passione”. E non è così di solito? “Vedo molti giovani affacciarsi oggi a questo mondo perché va di moda o perché attratti dall’idea di guadagni facili… Nulla di più sbagliato!” No? “Avere un pub non significa fare soldi o “bere gratis” (ho sentito anche questo, ahimè); anzi, se proprio devo dirla tutta, essendo stato totalmente assorbito da questa passione adesso spendo anche più di quanto non facessi prima!”

Il futuro di Brasserie Arnage e delle birrerie

In questo momento pensiamo al presente e a lavorare anche negli interessi della zona, che lo richiede” dice Biagio. “Riguardo il discorso generale, invece, credo che siamo noi publican gli artefici del nostro destino: dobbiamo lasciarci guidare dalla passione, proponendo sempre qualcosa di nuovo e stando al passo coi tempi, tenendo sempre presente che moda e riscoperta sono concetti ben distinti. Vedo poi che si intensificano sempre più i mutui interscambi tra cucina e birra: dobbiamo perseverarli, migliorando sempre più le nostre proposte gastronomiche”.

Brasserie Arnage – Cesena (FC) – viale Guglielmo Oberdan, 618 – 338 7957082 – https://www.facebook.com/pages/category/Pub/Brasserie-Arnage-123121424408938/

 

a cura di Andrea Docimo

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