Buoni come il pane. Alla Triennale di Milano il pane diventa opera d'arte, grazie a designer e chef

Buoni come il pane. Alla Triennale di Milano il pane diventa opera d'arte, grazie a designer e chef

La mostra appena inaugurata si protrarrà fino al 13 gennaio, e celebra i 120 anni di attività di Pane Quotidiano Onlus. Partecipano venti creativi, dieci scrittori, nove chef, un panificatore e un fotografo. E le opere, tutte scaturite da una riflessione sul pane, sono state già vendute in beneficenza, a favore dell’associazione solidale.

 

120 anni di Pane Quotidiano

Di buono come il pane, in mostra alla Triennale di Milano fino al 13 gennaio 2019, c’è soprattutto l’obiettivo di sensibilizzare sull’impegno pluriennale dell’associazione Pane Quotidiano Onlus, in occasione dei suoi 120 di attività. Sancendo le intenzioni dichiarate dal nome: garantire, gratuitamente, cibo alle fasce più povere della popolazione, distribuendo generi alimentari e beni di conforto nel perimetro urbano di Milano. Quello che non troverete, invece, è il pane come siamo abituati a pensarlo (e mangiarlo), sebbene proprio il pane sia protagonista dell’esposizione, nell’opera di venti artisti e designer italiani e dieci addetti ai lavori (panificatori e chef) che raccontano l’alimento che sulle tavole di tutto il mondo è momento di convivialità come simbolo di socialità. E solidarietà. Non a caso l’apertura della mostra, che inaugura al museo di via Alemagna il 5 dicembre protraendosi per più di un mese, è stata anticipata da un gala dinner di beneficenza che ha messo in vendita le opere esposte, assegnate tramite lotteria ai possessori dei rispettivi biglietti numerati acquistati online a partire dallo scorso settembre. Il ricavato della serata servirà a finanziare l’impegno dell’associazione. Per il prossimo mese, però, le creazioni realizzate da designer, artisti, scrittori e chef scandiranno il percorso espositivo di Buoni come il pane: uno (più) approcci inaspettati al tema, con l’idea di promuovere non solo il valore simbolico del pane, ma anche il gesto, l’arte e la manualità che accomunano la panificazione e il pensiero creativo.

Il pane in mostra

Ecco perché ognuno ha contribuito a suo modo, così che il pane sia esposto nella sua natura edibile e insieme nella versione in ceramica della stessa forma, realizzata con il contributo di Bosa Ceramiche. A chiudere il cerchio i testi di dieci scrittori (da Erri de Luca a Michela Murgia, Alberto Capatti, Carlo Petrini, Gianni Mura, Lella Costa) chiamati a riflettere sul pane, e le foto di Oliviero Toscani, anche lui interpellato sul tema, per fornirne un’immagine emblematica. Partecipano per il mondo gastronomico Vittorio Fusari, Pietro Leemann, Sergio Mei, Andrea Provenzani, Claudio Sadler, Elio Sironi, Juan Lema, Silvio Greco, Alice Delcourt e Soda Thiam. E anche Davide Longoni, che al pane ha dedicato la sua vita, e per la mostra si è cimentato con un pane di bronzo, realizzato presso la Fonderia d’Arte De Andreis, di Rozzano, con la prerogativa di realizzare un’opera replicabile, e non un unicum, per omaggiare il mestiere della panificazione, che, sottolinea, “appartiene alla sfera dell’artigianato, e non dell’arte”.

Il pane di bronzo di Davide Longoni

Non per questo, però, è impossibile confrontare “l’urgenza di fare il pane con l’urgenza di fare arte”, e analogamente al processo di ideazione di un creativo, anche Longoni conferma di lavorare sulla progettazione di un nuovo prodotto, “quasi disegnandolo, affrontando i vincoli che la materia mi pone e avendo davanti a me il risultato che voglio ottenere”. Così è nato anche il pane di bronzo, ottenuto con la fusione a cera persa dal calco di un positivo, un vero pane ai cereali. E come l’opera di Longoni, anche gli altri chef chiamati a ideare il proprio pane creativo hanno lavorato sull’idea di decontestualizzare un oggetto di uso quotidiano – come spesso è successo nella storia dell’arte dell’ultimo secolo – trasformando il pane da prodotto agricolo in manufatto, dai Vuoti da riempire firmati da Claudio Sadler al Pane di Amatrice di Juan Lema, che prevede “passione e ingredienti semplici”, acqua, guanciale di maiale, sale, farina, pecorino e lievito madre; mentre Alice Delcourt propone un Break Bread in ceramica e carta, Pietro Leemann la sua ricetta di Pane futuribile ed Elio Sironi una scultura intitolata Pani di Pane. La mostra, a cura di Alessandro Guerriero Alessandra Zucchi, è aperta al pubblico con ingresso gratuito.

 

Buoni come il pane – Milano – Triennale di Milano – fino al 13 gennaio 2019 – www.triennale.org/mostra/buoni-come-il-pane/

 

a cura di Livia Montagnoli

Source: Buoni come il pane. Alla Triennale di Milano il pane diventa opera d'arte, grazie a designer e chef

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