Carni rosse, la battaglia silenziosa

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Carni rosse, la battaglia silenziosa

La battaglia silenziosa contro le ‘carni rosse’ e la zootecnia prosegue da tempo, nell’indifferenza generale. Notizie più o meno scandalistiche vengono ciclicamente riproposte, talora smentite, senza alterare più di tanto le abitudini consolidate di produzioni e consumi.
Pochi o nessuno hanno così notato – tra le righe della Strategia UE Farm to Fork (f2f), presentata il 20.5.20 – la posizione espressa della Commissione europea nei confronti della red meat. Una dichiarazione di guerra nei confronti di quella filiera zootecnica che fino ad allora, nel Vecchio Continente, ha sempre ricevuto ampio sostegno.
Cosa è cambiato? Chi sono i veri protagonisti della battaglia in atto, quali scenari si intravedono all’orizzonte? È lecito ipotizzare che qualcuno stia preparando il terreno – culturale e regolativo – per il lancio delle Lab meat.

Caccia al nemico

La Commissione europea inserisce all’improvviso – nell’ultima versione di un documento (f2f) in discussione da oltre sei mesi – il riferimento a una sola categoria di alimenti, le red meats, in una lista di valori nutrizionali. Le carni rosse vengono affiancate alle calorie, il sale, lo zucchero e i grassi. (2) Con un salto logico che, francamente, non è dato comprendere. (3)

Tenori eccessivi di zucchero e/o sale e grassi, a cui si associa un’elevata densità energetica, caratterizzano infatti il cibo-spazzatura (junk-food). Appunto designato come HFSS (High in Fats, Sugar and Sodium). E la ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha concentrato l’attenzione non sulle carni bensì sui cibi ultraprocessati, annotando proprio in questa categoria di prodotti alimentari una prevalenza di cibo-spazzatura. (4)

Gli ultraprocessed foods sono stati dimostrati essere causa primaria di obesità, sovrappeso e malattie correlate. I c.d. Non-Communicable Diseases, (NCDs), come le malattie cardiovascolari (coronariche e cerebrovascolari, come infarti e ictus), prime cause di mortalità prematura. Nonché tumori e diabete, l’epidemia del secolo, e varie altre.

Perché allora la Commissione europea, nell’identificare una categoria di alimenti ‘negativi’ per la salute, indica proprio le carni rosse? Su quali basi? Perché non cita invece i cibi ultraprocessati, il junk food che domina l’offerta alimentare rivolta ai minori in Unione Europea (>68% dei prodotti a scaffale? (5) O magari l’olio di palma, il grasso saturo più impiegato dall’industria alimentare che ricorre in una moltitudine di alimenti HFSS (High in Fats, Sugar and Sodium)?

Follow the money

L’osservazione delle forze economiche in gioco può forse aiutare a comprendere cosa si muova dietro la battaglia contro le carni rosse e la zootecnia in Europa. Da un lato si trovano centinaia di migliaia di agricoltori e allevatori, decine di migliaia anche in Italia. Ai quali il mercato, prima ancora della politica, chiede maggiori sforzi su entrambi i fronti della sostenibilità ambientale e del benessere animale.

La zootecnia europea sembra avere compreso l’esigenza di investire su benessere animale e tutela dell’ambiente, a garanzia della salute umana e della sua stessa sopravvivenza. Più igiene e meno antibiotici, no soia OGM, sì filiera corta. Meno carne ma più buona, sotto ogni punto di vista, ed equamente remunerata. In linea tra l’altro con il n. 12 – Responsible Consumption and Production – dei Sustainable Development Goals (SDGs), in Agenda ONU 2030.

Sul versante opposto si stagliano i giganti della finanza i quali, sotto traccia, hanno già investito miliardi di dollari in un manipolo di società biotech che lavorano alla Franken-meat. (6) La carne di laboratorio, nei disegni imperialistici dei colossi, potrà acquisire e concentrare – nelle loro sole mani – quote di mercato ora dissipate nel pianeta tra milioni di imprese agricole e alimentari.

Le proteine di laboratorio impregnate di sangue artificiale derivato da enzimi OGM, a ben vedere, non hanno nulla a che fare con la sostenibilità né con una sana nutrizione. È anzi dubbia la sicurezza alimentare di prodotti che derivano dall’ingegneria genetica. Quantomeno sul lungo e lunghissimo termine, in difetto di studi clinici ed epidemiologici.

Ed è ‘curioso’ annotare come la battaglia mediatica contro la zootecnia europea venga portata avanti da alcune grandi associazioni ambientaliste e dei consumatori. Le quali, ‘curiosamente’, non rivelano l’identità dei propri sponsor.

Gli amici del giaguaro

Così BEUC, la confederazione delle associazioni dei consumatori in Europa:

– non ha mai espresso alcuna critica, né sostenuto alcuna petizione, contro le filiere alimentari responsabili di rapine delle terre e deforestazioni. Come quelle promosse da chi scrive, nel corso degli anni, contro olio di palma, soia OGM e carni americane,

– non ha battuto ciglio sui negoziati relativi al TTIP (trattato UE-USA), né sull’accordo CETA (UE-Canada). Sebbene essi comportino l’importazione in UE di derrate incompatibili con gli standard di sostenibilità ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare vigenti in Europa (7,8,9),

– non ha espresso posizione sui nuovi OGM, che le istituzioni europee da tempo blandiscono (e la Commissione ha infatti richiamato nella strategia f2f), con l’idea di
vanificare le cautele imposte dalla Corte di Giustizia UE,

– non si preoccupa degli 1,4 miliardi di miliardi di US$ investiti in nuove centrali termoelettriche, dai protagonisti del #worldeconomicfailure di Davos. Né dei 7,6 miliardi di euro investiti dalla BCE (Banca Centrale Europea), tra metà marzo e metà maggio 2020, sull’industria dei combustibili fossili.

E tuttavia proprio BEUC dirige una crociata ‘ambientalista’ contro gli allevamenti europei, le cui emissioni di gas-serra oggi esprimono il 10% del totale europeo e sono destinate a calare. (10) In nome di chi?

1 a 99

Lo scenario distopico delle fabbriche dei colossi ove l’ingegneria genetica mima le proteine animali è forse più realistico di quanto si possa immaginare. Ma rappresenta inevitabilmente la vittoria dell’1, anzi 0,1% rispetto al 99-99,9% dell’umanità. Laddove la stessa FAO (Food and Agriculture Organization) ha di recente sottolineato come il diritto universale al cibo – tuttora un’utopia, per circa 2 miliardi di persone – debba venire garantito promuovendo l’agroecologia su piccola scala e la biodiversità, nel regno vegetale come in quello animale.

La sovranità alimentare – vale a dire, la disponibilità delle terre e dei mezzi di produzione da parte delle comunità locali – è dunque la vera sfida del pianeta. Il fondamento della giustizia sociale irraggiungibile. I contadini hanno bisogno di terre da coltivare e dedicare anche, in parte, alla zootecnia. Secondo gli usi, le tradizioni e le esigenze nutrizionali delle comunità. Solo così si possono sviluppare pratiche di produzioni e consumi alimentari sostenibili, radicati sui territori.

Cento sfumature di rosa

‘Red meat includes beef, pig meat, lamb, and goat meat and all processed meats’ (Comunicazione CE sulla Strategia Farm to Fork, nota 33).

Il pigmento rosso nelle carni è dovuto al tenore più o meno elevato, nelle fibre muscolari, di una proteina, la mioglobina. La quale funge da deposito di ossigeno e serve a sostenere gli sforzi intensi e prolungati. Età, razza e sesso – oltre alla specie – degli animali influiscono sulla presenza di questa proteina, così anche sull’intensità del colore della carne.

Assorbimento del ferro. ‘50 g di carne o pesce, se consumati con altri alimenti contenenti ferro [es. verdure a foglia verde, cereali integrali, ndr], ‘contribuiscono al miglioramento dell’assorbimento del ferro’ (reg. UE 432/12, Allegato).

Cento sfumature di rosa a ben vedere si osservano in una varietà di carni, laddove quelle di maiale e di vitello tendono ad avvicinarsi a quella del pollame ruspante e del pesce spada. Piuttosto che allo sgombro o l’alice. Imparagonabile al rosso di un manzo o di una scottona, ma anche a quello di tonno e palamita. E in quelle cento sfumature di rosa i consumatori onnivori, dalla notte dei tempi, trovano i benefici associati al consumo moderato di prodotti di origine animale.

La ricerca biotecnologica sulle carni di laboratorio, alimenti ultraprocessati come gli Impossible Burger, si focalizza ora sulla replica sintetica dell’eme, il complesso chimico che contiene le frazioni non proteiche di mioglobina, emoglobina e citocromi con una assieme a un atomo di ferro. Progresso o Viral Deception, cioè inganno virale?

Dario Dongo

Note

(1) Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, il Consiglio, il Comitato Economico and Sociale Europeo e il Comitato delle Regioni. A Farm to Fork Strategy for a fair, healthy and environmentally-friendly food system. Brussels, 20.5.20, COMM (2020) 381 final, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1590404602495&uri=CELEX%3A52020DC0381
(2) Cfr. documento in nota 1, punto 2.4
(3) V. paragrafo ‘Consumi di carne, la nuova guerra su Commissione’ nel precedente articolo ‘Speciale Farm to Fork, la strategia presentata a Bruxelles il 20.5.20’. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/speciale-farm-to-fork-la-strategia-presentata-a-bruxelles-il-20-5-20

(4) Dario Dongo. Dieta, salute e alimenti ultraprocessati. Il rapporto FAO. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.9.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-salute-e-alimenti-ultraprocessati-il-rapporto-fao

(5) Dario Dongo. Alimenti per bambini, il 68% è junk food. Ricerca europea. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.10.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/alimenti-per-bambini-il-68-è-junk-food-ricerca-europea
(6) Brooke Sunness. Lab Grown Meat Stocks. Cell Based Tech. 22.12.19, https://cellbasedtech.com/2019/12/lab-grown-meat-stocks

(7) Dario Dongo. Pollo al cloro, carni agli ormoni e nuovi OGM dagli USA? TTIP, no grazie. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.2.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/pollo-al-cloro-carni-agli-ormoni-e-nuovi-ogm-dagli-usa-ttip-no-grazie

(8) Dario Dongo. CETA, il Canada annuncia battaglia all’Europa su pesticidi e OGM. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.7.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/ceta-il-canada-annuncia-battaglia-all-europa-su-pesticidi-e-ogm

(9) Dario Dongo. CETA, carne canadese da bovini nutriti con farine animali. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.8.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/ceta-carne-canadese-da-bovini-nutriti-con-farine-animali

(10) Fonte Commissione europea, v. nota 1. NB: il calo delle emissioni in zootecnia deriverà proprio dalle misure previste nella strategia f2f, oltreché dalla riforma della PAC. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/pac-post-2020-la-transizione-agroecologica-in-gioco

Source: Carni rosse, la battaglia silenziosa

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