Decreto rilancio, le novità per il settore agroalimentare

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Decreto rilancio, le novità per il settore agroalimentare

Il c.d. ‘decreto rilancio’, dopo una lunga gestazione, è finalmente approdato in Gazzetta Ufficiale. (1) Focus sulle principali misure a sostegno delle imprese e di quelle rivolte agli operatori del settore agroalimentare, per il ristoro almeno parziale delle perdite subite a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Decreto rilancio, breve introduzione

Il decreto rilancio, DL 19.5.20 n. 34, è composto da 266 articoli e 7 allegati. Il suo esteso campo di applicazione è ripartito in 9 Titoli:

− salute e sicurezza (Titolo I),

− sostegno alle imprese e all’economia (II),

− lavoratori (III),

− disabilità e famiglia (IV),

− enti territoriali e debiti commerciali degli enti territoriali (V),

− misure fiscali (VI),

− tutela del risparmio nel settore creditizio (VII),

− misure di settore (VIII),

− ulteriori disposizioni (IX).

SOSTEGNO ALLE IMPRESE (Titolo II)

Il sostegno alle imprese comprende una serie di interventi, in linea con la Comunicazione della Commissione europea 19.3.20 ‘Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19’. Brevi cenni a seguire.

Versamenti IRAP, agevolazioni a favore di enti con ricavi 2019 <250 milioni di euro (con varie deroghe a favore di imprese di assicurazione, etc. Art. 24). Non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31.12.19 (fermo restando il versamento dell’acconto per il medesimo periodo d’imposta). Né è dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’IRAP relativa al periodo d’imposta successivo al 31.12.19.

Contributi a fondo perduto a favore di chi eserciti attività d’impresa, lavoro autonomo e reddito agrario (con ricavi 2019 <5 milioni di euro), titolari di partita IVA (art. 25). A condizione che il fatturato ad aprile 2020 sia <66,6% rispetto ad aprile 2019. Nonché a prescindere da tale condizione per attività avviate dopo l’1.1.19 ovvero localizzate nelle aree in ‘zona rossa’ al 31.1.20. Il contributo è pari a una quota della differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Tale quota varia dal 20% (in caso di ricavi 2019 <400 mila euro), 15% (ricavi <1 milione di euro), 10% (ricavi <5 milione di euro). In ogni caso dovuto, in misura minima di 1000 euro per le persone fisiche, 2000 per gli altri enti. Istanza telematica da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura.

Credito d’imposta per i canoni di locazione di immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28). Per imprese, professionisti ed enti non commerciali (compresi gli enti del terzo settore) con ricavi o compensi <5 milioni di euro nel 2019 (e a prescindere dai volumi d’affari, per alberghi e agroturismi), il credito è pari al 60% sui canoni di locazione, leasing o concessioni di immobili a uso non abitativo destinati a svolgere attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico. O all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda – comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento delle attività predette – il credito è pari al 30% dei canoni. L’agevolazione vale per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (aprile, maggio, giugno per le strutture turistico-ricettive con attività solo stagionale). (2)

Adeguamento degli ambienti di lavoro, credito d’imposta

L’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro alle norme di contenimento del contagio da nuovo coronavirus viene sostenuta e incentivata attraverso un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, entro un massimo di 80 mila euro lavoro (3,4,5).

La misura si applica ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi quelli del Terzo settore’ (articolo 120, Allegato 1).

Gli interventi comprendono attività edilizie necessarie a rifare spogliatoi e mense, realizzare spazi medici, ingressi e spazi comuni. Acquisto di arredi di sicurezza e ‘investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari a (…) sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti’.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, nel limite dei costi sostenuti, ed è utilizzabile in compensazione nel 2021 (art. 120).

Altre misure statali

Bollette elettriche, riduzione degli oneri (articolo 30). ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) – per i mesi di maggio, giugno, luglio 2020 – dispone la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come ‘trasporto e gestione del contatore’ e ‘oneri generali di sistema’, entro un tetto di spesa di 600 milioni di euro.

Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni (fatturato >5 milioni di euro. Art. 26).

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e delle società di capitali con >250 dipendenti (art. 43).

Patrimonio destinato presso Cassa Depositi e Prestiti SpA, a favore di imprese non operanti nei settori bancario, finanziario e assicurativo con fatturato >50 milioni di euro (art. 27).

Aiuti regionali e di Province autonome

Regioni e Province autonome – anche mediante promozione di iniziative coordinate con la Conferenza delle Regioni e Province autonome, altri enti territoriali, Camere di commercio – possono adottare ulteriori aiuti, a valere sulle proprie risorse. Tali aiuti sono soggetti a via libera della Commissione europea e possono venire erogati sotto forma di:

– sovvenzioni dirette (anche per il pagamento dei salari, entro l’80% delle retribuzioni e per 12 mesi),

– agevolazioni fiscali e di pagamento,

– altri strumenti (es. anticipi rimborsabili, garanzie sui prestiti, prestiti e partecipazioni).

I predetti aiuti sono in ogni caso soggetti a un limite per beneficiario, che deve venire calcolato ‘tenendo conto di ogni altro aiuto, da qualunque fonte proveniente, anche ove concesso da soggetti diversi’. Le soglie sono:

– 100 mila euro per ogni impresa attiva nella produzione agricola primaria,

– 120 mila euro per ogni impresa di pesca e acquacoltura,

– 800 mila euro per le altre imprese (articoli 54-65).

MISURE PER AGRICOLTURA, PESCA E ACQUACOLTURA (Titolo VIII, Capo VI)

Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi

Il ‘Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi’ viene istituito presso il MiPAAF, con una dotazione di € 500 milioni per il 2020, al fine di attuare ‘interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.’ Secondo le modalità a definirsi entro 20 giorni mediante appositi decreti del ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni (art. 222).

Al settore vitivinicolo sono destinati € 100 milioni del prefetto fondo, per il 2020. Per il sostegno delle imprese viticole che si impegnino alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine e a indicazione geografica, mediante la pratica della ‘vendemmia verde parziale’ da realizzare nell’attuale campagna. La riduzione di produzione di uve destinate alla vinificazione deve essere almeno pari al 15% del valore medio delle quantità prodotte negli ultimi 5 anni, escludendo le campagne con produzione massima e minima. Sulla base dei dati delle dichiarazioni di raccolta e produzione, da raffrontare a quelli relativi alla campagna di vendemmia 2020/21 di cui in registro telematico (art. 223).

Gli anticipi sui contributi della PAC (Politica Agricola Comune) – in misura del 70% – sono previsti a favore delle imprese che a causa delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 non hanno potuto compilare le domande in tempo utile, neppure con il regime semplificato previsto in via eccezionale. Riferendosi, in tali casi, al valore del portafoglio titoli 2019. Gli anticipi sono altresì concessi a coloro che abbiano presentato l’ordinaria domanda di sostegno nel regime PAC 2020.

Nel settore lattiero-caseario, l’utilizzo agronomico delle materie prime, compreso il siero puro, viene equiparato a quello previsto dalla normativa per gli effluenti di allevamento.

Le coltivazioni idroponica e acquaponica devono venire sottoposte a una specifica classificazione merceologica – entro 90 giorni, da parte di Istat – ‘ai fini dell’attribuzione del codice ATECO’.

La continuità aziendale delle imprese agricole viene garantita riconoscendo loro il diritto a rinegoziare i mutui e gli altri finanziamenti – concessi prima dell’1.3.20 da banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito – ‘destinati a soddisfare le esigenze di conduzione o miglioramento delle strutture produttive’. ‘Tenuto conto delle esigenze economiche e finanziarie delle imprese agricole e assicurando condizioni migliorative’ su piani di ammortamento e tassi di interesse. Le operazioni di rinegoziazione sono esenti da spese istruttorie, imposte e ogni altro onere a carico delle imprese (art. 224).

Mutui ai consorzi di bonifica. Cassa Depositi e Prestiti o altri istituti finanziari abilitati possono erogare mutui ai consorzi di bonifica per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali, con esclusione di assunzioni di personale, per un importo massimo complessivo di € 500 milioni, con capitale da restituire in rate annuali di pari importo per 5 anni. Interessi a carico dello Stato, entro il limite massimo complessivo di € 10 milioni/anno (art. 225).

Fondo emergenza alimentare

Il ‘fondo di emergenza alimentare viene istituito a integrazione delle iniziative di distribuzione delle derrate alimentari per l’emergenza COVID-19. A tale fondo viene dedicato uno stanziamento di € 250 milioni, che si aggiunge al Fondo di aiuti europei agli indigenti. (4) L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura provvede all’erogazione delle relative risorse (art. 226).

Dario Dongo

Note

(1) Decreto-legge 19.5.20, n. 34. Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052) In Gazzetta Ufficiale Serie Generale 19.5.20 n. 128

(2) Dario Dongo, Francesca Agostini. Coronavirus, contratti e concessioni, distributori automatici. Poche soluzioni in Cura Italia e decreto liquidità. FARE (Food & Agriculture Requirements). 5.5.20, https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/coronavirus-contratti-e-concessioni-distributori-automatici-poche-soluzioni-in-cura-italia-e-decreto-liquidità

(3) Dario Dongo. Fase 2, Linee d’indirizzo Conferenza Regioni per la riapertura delle attività. Sanzioni e controlli. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/fase-2-linee-d-indirizzo-conferenza-regioni-per-la-riapertura-delle-attività-sanzioni-e-controlli

(4) Amaranta Traversa, Sarah Lanzilli, Claudio Biglia, Dario Dongo. Covid-19 e sicurezza sul lavoro, Protocollo 24.4.20. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/covid-19-e-sicurezza-sul-lavoro-protocollo-24-4-20-l-abc

(5) Dario Dongo, Andrea Gazzetta, Fabrizio De Stefani. Covid-19 e sicurezza alimentare, azioni preventive e correttive. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/covid-19-e-sicurezza-alimentare-azioni-preventive-e-correttive

(6) Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) 2014/2020, istituito mediante reg. UE 223/2014. Legge 7.8.12 n. 34, articolo 58.1

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