Fegato grasso, attenzione a zuccheri aggiunti e olio di palma

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Fegato grasso, attenzione a zuccheri aggiunti e olio di palma

La riduzione dei consumi di bevande zuccherate e alimenti con aggiunta di zuccheri semplici può ridurre in misura significativa infiammazioni al fegato e steatosi epatica in bambini e adolescenti affetti da epatopatie. Uno studio clinico randomizzato, pubblicato su JAMA il 29.1.19, si aggiunge ai precedenti su olio di palma e steatosi.

Fegato, infiammazioni e steatosi

La steatosi epatica non alcolica (Nonalcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD), c.d. ‘sindrome del fegato grasso’, è una condizione in cui il grasso si accumula nel fegato. La steatoepatite non alcolica (Non Alcoholic Steatohepatitis, NASH) è un tipo di NAFLD che si caratterizza per un’infiammazione e danni alle cellule del fegato, insieme al grasso nel fegato.

Sintomi e cause. La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e la steatoepatite non alcolica (NASH) sono spesso asintomatiche. Alcune condizioni di salute – tra cui obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2 malattie cardiovascolari, condizioni che si stanno diffondendo rapidamente negli adulti e nei bambini – rendono più probabile lo sviluppo di NAFLD e NASH. Alcune alterazioni epatiche, a partire dalla steatosi (c.d. ‘sindrome del fegato grasso’), sono state associate all’apporto nella dieta di acido palmitico da olio di palma, in uno studio clinico randomizzato dell’Università di Uppsala (Svezia). (1)

Diagnosiprevenzione e trattamento. I medici considerano anamnesi, valutazione clinica e analisi per diagnosticare la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e la steatoepatite non alcolica (NASH). Le analisi possono comprendere esami del sangue, test di ‘imaging’ e ove del caso biopsia epatica.

La prevenzione di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e la steatosi epatica da steatopatia non alcolica (NASH) si basa su una dieta equilibrata e il mantenimento di un peso sano. 

La riduzione del BMI (Body Mass Index, indice di massa corporea) è raccomandata per trattare entrambe le patologie, potendosi così ridurre il grasso nel fegato, l’infiammazione e la fibrosi. Nessun farmaco è stato approvato per il trattamento di NAFLD e NASH. (2)

Infiammazioni epatiche e steatosi, il ruolo degli zuccheri

Lo studio delle Università di San Diego (California, USA) ed ‘Emory’ di Atlanta (Georgia, USA), pubblicato su JAMA il 29.1.19, suggerisce che limitare i cibi e le bevande zuccherate nella dieta può costituire una strategia efficace per alleviare il rischio di sviluppare infiammazioni del fegato e steatosi epatica. (3)

I ricercatori hanno reclutato 40 adolescenti, età media 13 anni, affetti da sindrome del fegato grasso. La maggior parte di essi appartengono all’etnia ispanica, laddove si riscontra una prevalenza particolarmente elevata di epatopatie (21-25% il tenore medio di grasso a livello epatico, oltre quattro volte il limite normale). (4) I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, sottoposti per 8 settimane a diete differenti:

• il primo gruppo è stato sottoposto a una dieta a basso contenuto di zuccheri semplici. Con proibizione di bibite zuccherate, sostituite con tè freddo non zuccherato, latte e acqua,

• il secondo gruppo, di controllo, ha mantenuto l’alimentazione giornaliera abituale, senza ricevere alcuna indicazione dietetica.

La dieta a basso contenuto di zuccheri semplici applicata al gruppo 1 non è stata particolarmente restrittiva (al di fuori di questo solo aspetto), non ha ridotto i carboidrati né l’apporto energetico (kcal/die). Gli adolescenti hanno potuto consumare frutta, amidi e pasta senza restrizioni. L’obiettivo della ricerca è stato infatti quello di valutare l’effetto sulla salute del fegato della sola riduzione dell’apporto di zuccheri aggiunti entro il 3% dell’apporto energetico complessivo. (5)

Riduzione degli zuccheri, peso corporeo e salute del fegato

L’apporto di zuccheri aggiunti (ad alimenti trasformati e ultra-processati), nel primo gruppo di adolescenti, è sceso all’1% delle calorie giornaliere (rispetto al 9% del gruppo di controllo). I risultati di questo regime dietetico, in 8 settimane, sono significativi sotto diversi aspetti:

– riduzione del peso corporeo di 3 kg, nella media del campione,

– sostanziale miglioramento della salute del fegato e degli enzimi epatici, con una riduzione media del 31% del grasso epatico. (6) Nessun miglioramento delle condizioni di salute, viceversa, è stato riscontrato nel gruppo di controllo.

Raccomandazioni nutrizionali

La ‘qualità delle calorie’ si rivela cruciale per la salute dell’individuo. Lo studio in esame demolisce l’antico adagio cavalcato da Big Food per giustificare il suo cibo spazzatura, secondo cui l’equilibrio di una dieta andrebbe considerato nel suo complesso anziché valutando le proprietà nutrizionali dei singoli alimenti che la compongono. Falso!

Le linee guida nutrizionali per i bambini e gli adolescenti affetti da steatosi epatica, nel raccomandare un’alimentazione sana ed equilibrata, evidenziano l’accortezza di evitare alimenti trasformati e ultra-processati che contengano zuccheri aggiunti, diversi da quelli naturalmente presenti in alimenti non trasformati o minimamente lavorati, come la frutta e il latte. (8)

Numerosi studi confermano che gli zuccheri aggiunti negli alimenti trasformati – ove assunti in eccesso rispetto a un parametro di sicurezza nutrizionale in fase di (restrittivo) aggiornamento – aumentano la sintesi di trigliceridi a livello epatico. Viceversa i cibi che contengono naturalmente zuccheri (es. frutta, verdure, cereali integrali e latticini senza zuccheri aggiunti) offrono micronutrienti positivi, come vitamine e sali minerali. (8) 

Le fibre alimentari, di cui ortofrutta e cereali integrali sono ricche, presentano a loro volta numerosi altri vantaggi per la salute. Oltre ad aumentare il senso di sazietà e migliorare la risposta glicemica.

Dario Dongo e Carlotta Suardi

Note 

(1) Cfr. Rosqvist F, et al. ‘Overfeeding polyunsaturated and saturated fat causes distinct effects on liver and visceral fat accumulation in humans’. Diabetes. 2014. Jul;63(7):2356-68. doi: 10.2337/db13-1622.

L’apporto di acido palmitico è associato ad altri gravi effetti patologici nello studio di Wu D. et al. ‘Palmitic acid exerts pro-inflammatory effects on vascular smooth muscle cells by inducing the expression of C-reactive protein, inducible nitric oxide synthase and tumor necrosis factor-α’. Int J Mol Med. 2014 Dec;34(6):1706-12. doi: 10.3892/ijmm.2014.1942

(2) V. ‘National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases’ (NIDDK, USA), https://www.niddk.nih.gov/health-information/liver-disease/nafld-nash di. Sulla prevalenza delle steatosi nella popolazione USA e i rischi associati a NASH, si veda il recente contributo della d.ssa Wynne Armand, sul blog dell’Università di Harvard (Massachusetts, USA), 19.1.19, su https://www.health.harvard.edu/blog/fatty-liver-disease-what-it-is-and-what-to-do-about-it-2019011015746

(3) Ricerca realizzata grazie al contributo di ‘Nutrition Science Initiative’, ‘National Institute of Health’ e ‘Children’s Healthcare’ di Atlanta. Cfr. Jeffrey B. Schwimmer, Patricia Ugalde-Nicalo, Jean A. Welsh et al. ‘Effect of a Low Free Sugar Diet vs Usual Diet on Nonalcoholic Fatty Liver Disease in Adolescent Boys. A Randomized Clinical Trial’(2019). JAMA, 2019;321(3):256-265. doi:10.1001/jama.2018.20579

(4) Cfr. Schwimmer  JB, McGreal  N, Deutsch  R, Finegold  MJ, Lavine  JE.  ‘Influence of gender, race, and ethnicity on suspected fatty liver in obese adolescents’.  Pediatrics. 2005;115(5):e561-e565. doi: 10.1542/peds.2004-1832

(5) L’Efsa sta ora valutando, in termini di sicurezza nutrizionale, delle soglie di zuccheri semplici raccomandati nella dieta giornaliera. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/efsa-consultazione-zuccheri

(6) Il miglioramento degli enzimi epatici, negli adolescenti soggetti alla dieta ‘low added sugars’, si è espresso in un calo significativo (-40%) nei livelli di alanina aminotransferasi

(7) Si veda al riguardo la classificazione degli alimenti proposta nello studio NOVA dell’Università di San Paolo (Brasile), citata su https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/francia-nuovi-obiettivi-di-sicurezza-nutrizionale

(8) Cfr. Vos  MB, Lavine  JE.  ‘Dietary fructose in nonalcoholic fatty liver disease’.  Hepatology. 2013;57(6):2525-2531. doi: 10.1002/hep.26299

 Vos  MB, Kaar  JL, Welsh  JA,  et al.  ‘Added sugars and cardiovascular disease risk in children: a scientific statement from the American Heart Association’.  Circulation. 2017;135(19):e1017-e1034. doi: 10.1161/CIR.0000000000000439

Source: Fegato grasso, attenzione a zuccheri aggiunti e olio di palma

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