I timori nel piatto nei 5 Paesi candidati UE, indagine Eurobarometro

The short URL of the present article is: https://myspecialfood.com/BG7w7

I timori nel piatto nei 5 Paesi candidati UE, indagine Eurobarometro

Eurobarometro, per conto di Efsa, ha completato l’indagine sui ‘timori nel piatto’ delle popolazioni nella macro-regione Europa. Dopo l’analisi condotta negli allora 28 Paesi UE, che abbiamo già condiviso, ecco quella realizzata nei 5 Paesi candidati.

L’analisi riguarda 4 Paesi balcanici – Albania, Montenegro, Serbia, Repubblica della Macedonia del Nord – e la Turchia. Ed è considerata un’attività necessaria per indirizzare gli sviluppi delle regole in materia di sicurezza alimentare nei vari Stati che da anni si trovano nello status di ‘pre-adesione’.

driver della spesa alimentare nei Balcani e in Turchia

Le motivazioni che orientano gli acquisti alimentari nei 5 Paesi in pre-adesione sono molto diversificate. La differenza più marcata con la media europea emerge nei Paesi con presenza di fedeli musulmani. Le preferenze etiche e religiose – indicate come decisive nella scelta degli alimenti dal 19% dei cittadini UE – sono infatti la variabile di maggior rilievo in Turchia (67%), ove il 98% della popolazione è di religione musulmana e quindi non consuma carne di maiale né carni prive di certificato halal, oltre ad astenersi dal consumo di bevande alcoliche.

I consumatori dei 5 Paesi pre-adesione condividono peraltro diverse attenzioni già espresse dai cittadini degli Stati membri. Anzitutto la sicurezza degli alimenti, che è motivo di attenzione per il 50% degli europei ed è citata quale elemento cruciale anche nei Paesi vicini. In dettaglio, le prime tre variabili che orientano la spesa alimentare:

– Albania

Profilo nutrizionale 63% vs 44% UE,

sicurezza alimentare 58% vs 50% UE,

scelte etiche e religiose 28% vs 19% UE.

– Montenegro

Sicurezza alimentare 53% vs 50% UE,

origine 44% vs 53% UE,

profilo nutrizionale 40% vs 44% UE.

– Serbia

Prezzi 61% vs 51% UE,

sicurezza alimentare 52% vs 50% UE,

origine 41% vs 53% UE.

– Repubblica della Macedonia del Nord

Sicurezza alimentare 65% vs 50% UE,

origine 56 vs 53% UE,

scelte etiche e religiose 23% vs 19% UE.

– Turchia

Preferenze etiche e religiose 67% vs 19% UE,

sicurezza alimentare 51% vs 50% UE,

prezzi 51% vs 51% UE.

Le preoccupazioni nel carrello della spesa

Le preoccupazioni più insidiose relative al cibo dichiarate dai popoli in fase di pre-adesione alla UE riservano qualche sorpresa.

Stupisce l’apprensione in Albania verso il genome editing (nuovi OGM, o NBT), che preoccupa il 41% degli intervistati. Un tema che interessa il 15% dei cittadini della Repubblica della Macedonia del Nord e, curiosamente, solo il 4% degli intervistati in UE. Tra i timori più avvertiti in Albania seguono gli additivi (34), i residui di pesticidi (26%), le microplastiche (23) e gli ormoni (20).

Altri timori espressi in misura più spiccata rispetto all’UE riguardano gli OGM – in cima ai rischi temuti dai serbi (46%, vs 27% in UE) e in seconda posizione tra i turchi (29%) – e i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), considerati un pericolo dal 34% degli intervistati in Turchia (a fronte del 16% in UE).

Le allerta di prossimità (e senza radio)

Le fonti informative in materia di sicurezza alimentare sono dominate ovunque dalla televisione, a eccezione che in Serbia e Montenegro. Nei 5 Paesi oggetto dello studio emerge inoltre una prevalenza delle notizie ‘di relazione’ (from mouth to mouth), rispetto all’UE. È invece carente l’informazione radiofonica. In dettaglio, questi sono i canali degli alert:

– Albania

Televisione, giornali (più che in UE) e familiari-amici-vicini (rispettivamente 61, 43, 36%) sono le fonti primarie. Pochissimo si apprende alla radio (4% vs 25% in UE), ma ben più che in Europa dalle relazioni con i medici (31% vs 18% UE), con i negozianti (18% vs 7%) e i venditori all’aperto (8% vs 4%).

Gli albanesi accordano grande fiducia alle istituzioni europee (79% vs 58% UE), agli scienziati (77% vs 82%), a ONG e giornalisti (72% vs 56% e 50%, rispettivamente, in UE) Ma anche all’industria alimentare (68% vs 36% UE) e infine ai blogger (54% vs 19%).

– Montenegro

Famiglia, vicini e amici (42%) sono la prima fonte d’informazione. Seguono tv (40%), medici (34% vs 18% Ue), negozianti (17% vs 7%) e stand di strada (9% vs 4%). Minimo il ruolo della radio (3%, a fronte del 25% in UE).

I montenegrini ripongono maggior fiducia negli scienziati (68%) e gli agricoltori (66%), le istituzioni europee (63% vs 58% UE), Ong (62%), autorità nazionali (59%) e blogger (56% vs 19% Ue).

– Serbia

Famiglia e amici sono la fonte informativa nel 60% dei casi, più della tv (55%). La radio si conferma ai minimi (3% in Serbia vs 25% in UE).

L’affidabilità è ritenuta massima negli scienziati (81%), minore seppur rilevante nelle istituzioni UE (49%). I serbi sembrano diffidare dei giornalisti (36% vs 50 Ue), esprimendo invece maggior fiducia nei blogger, rispetto agli europei (32% vs 19%).

– Turchia

Le fonti, nell’ordine, sono la televisione, la famiglia e i social media (rispettivamente 72, 48, 39%).

L’affidabilità delle notizie è ritenuta maggiore presso gli agricoltori (84% vs 69% UE), gli scienziati (79% vs 82% UE), le organizzazioni di consumatori (71 vs 79), le ONG (69 vs 56) e infine le autorità, nazionali (65 vs 60) ed europee (54 vs 58). Curiosa e anzi preoccupante è invece la fiducia dichiarata in celebrità, blogger e influencer, considerati attendibili dal 52% dei cittadini turchi intervistati (vs il 19% in UE).

– Repubblica della Macedonia del Nord

La tv è la prima fonte di notizie (66%), tallonata dalla rete amicale di vicini, amici e familiari (61 vs 37 UE). I giornali informano solo il 9% della popolazione (vs 38% UE), la radio solo il 3% (vs 25% UE). In compenso, i social media sono la fonte informativa per il 32% (vs il 24% UE).

I macedoni sembrano più diffidenti rispetto ai vicini, poiché solo il 66% crede agli scienziati e il 56% alle istituzioni europee. Oltre ad avere scarsa fiducia nelle autorità nazionali (58%), nei giornalisti (58), nell’industria alimentare e nei blogger (54%).

Le schede complete di Eurobarometro Efsa dei 5 paesi studiati sono disponibili ai seguenti link:

ALBANIA http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/eurobarometer19/country-factsheets/ebs_92.3_fact_al_en.pdf

MONTENEGRO http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/eurobarometer19/country-factsheets/ebs_92.3_fact_me_en.pdf

SERBIA http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/eurobarometer19/country-factsheets/ebs_92.3_fact_rs_en.pdf

MACEDONIA DEL NORD http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/eurobarometer19/country-factsheets/ebs_92.3_fact_mk_en.pdf

TURCHIA http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/eurobarometer19/country-factsheets/ebs_92.3_fact_tr_en.pdf

Source: I timori nel piatto nei 5 Paesi candidati UE, indagine Eurobarometro

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.