Libri. Il piccolo libro vegano

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Libri. Il piccolo libro vegano

Piccolo, nel vero senso della parola: il volumetto di Serena Ferraiolo, per i tipi Iacobelli editore, è un manuale tascabile che più tascabile non si può (appena una decina di centimetri per lato) in cui l’autrice prova a rispondere alle più frequenti domande in cui incappa chi si approccia a un regime alimentare vegano, e lo fa senza avere la pretesa di spiegare il veganesimo, ma semplicemente di dare risposte ai quesiti di tutti i giorni. Un manuale pratico, da tenere sempre in tasca.

FAQ

Diventando vegani si dimagrisce? Cosa spinge a diventare vegani? Se non mangi carne, pesce, uova e formaggi, allora cosa mangi? Come si fa per la vitamina B12? E il calcio, il ferro o le altre vitamine? Avocado, quinoa, soia o anacardi sono solo mode? Sono solo alcune delle domande che Serena Ferraiolo si è sentita fare nel corso degli anni, alcune più ingenue, altre meno. Sono questioni a volte dettate da preconcetti, altre da cattiva informazione. Altre ancora, semplicemente suggerite dalla necessità di risolvere problemi pratici o sciogliere dubbi, per esempio come si preparare dolci senza uova, burro, miele, o cosa si intende per vino vegano.

L’autrice del piccolo libro vegano

Serena Ferraiolo, vegana da otto anni senza mai essere passata per il vegetarianesimo, condivide in questo volume conquiste, risposte e conoscenze legate allo stile di vita che ha scelto. Consapevole, però, che “non siamo tutti uguali e non sono uguali neppure le esigenze di gusto e di alimentazione di ogni individuo”, dunque anche il veganesimo può declinarsi in modi e intensità diverse. Senza dimenticare che, ancora oggi, è una scelta non sempre facile da perseguire, soprattutto per le insidie che si celano dietro prodotti che paiono inoffensivi.

Le insidie per un vegano

Molti cibi all’apparenza innocui, nascondono infatti delle trappole per vegani, da cui la Ferraiolo mette in guardia, per esempio snack, caramelle e perfino vino rosso possono contenere E441, un conservante a base di gelatina animale o colla di pesce. Mentre la frutta, soprattutto gli agrumi, viene spesso lucidata con E901, a base di cera d’api. Più noto – ma oggi quasi del tutto sparito dalla circolazione – l’E120, colorante rosso di origine animale, estratto da un pigmento presente nell’esoscheletro della cocciniglia. Mentre grissini, pane, piadine spesso contengono latte o strutto. La lista potrebbe essere più lunga di così, l’importante, però, è mettere sul chi va là chi ingenuamente crede sia sufficiente eliminare carne, pesce, uova e latticini per essere vegan.

 

 

A cena da vegano: manuale pratico

A casa o fuori casa, la scelta vegana è più ampia di quanto si immagini. La cucina tradizionale italiana è ricchissima di ricette adatte a chi ha scelto di non consumare prodotti di origine animale: orecchiette con le cime di rapa o ribollita, fave e cicoria o pomodori con il riso, zucchine alla scapece o pizza di scarola, castagnaccio o ciambelline al vino. Si tratta di ricette gustose, ricche e per niente punitive che possono – con un po’ di attenzione – costituire un pasto completo ed equilibrato. Niente paura dunque se alla vostra tavola si siede un vegano. Potete preparare un menu gustoso e appagante per tutti i commensali. Lo stesso discorso vale per cene o pranzi fuori anche se, in questo caso, la difficoltà è soprattutto nello smarcare qualche ingrediente invisibile: burro, uova, latte, gelatine. Una cotoletta di cavolfiore potrebbe essere stata impanata con uova e pangrattato, per esempio, gli spinaci ripassati nel burro, o le insalate arricchite con tonno o pollo e il gelatina di frutta essere preparata con la colla di pesce. Risulta spesso meno insidiosa la cucina etnica: giapponese, cinese, marocchina. Ce ne parla piluccando qua e là piatti tipici e loro varianti.

Cucinare vegano: consigli utili

Dalla farina al seitan, dai fagioli di soia al tofu, al tempeh, arrivando fino al topinambur e ai semi da cuocere, come amaranto, quinoa, grano saraceno: il passaggio al veganesimo ha aperto la dispensa e la cucina dell’autrice a nuovi prodotti, non indispensabili, ma utili per integrare e variare l’alimentazione. Lei li racconta e ne spiega con semplicità l’uso, lasciandosi poi andare al suo ricettario minimo: piatti semplici o più elaborati, esotici o italianissimi, creativi, tradizionali, originali o classici. Guacamole, pappa al pomodoro, frittata di pasta, polenta con i funghi, biscotti di mandorle e cereali. E poi un omaggio alla cucina delle sue origini: “essere vegani secondo mia madre: la tradizione casertana” in cui smonta ogni preconcetto sull’incompatibilità della cucina delle mamme con le sue scelte alimentari: pastiera, struffoli, migliaccio, vengono infatti riproposti nella variante vegana. Con buona pace degli integralisti.

Non solo cucina

Abbigliamento, saponi, detersivi: sono tutti prodotti il cui acquisto può essere condizionato da una scelta di vita vegana. Nel caso in cui sia determinata da una motivazione etica, di rispetto degli animali e di tutela del loro benessere, cosa che va di pari passo con la difesa dell’ambiente. Ecco dunque che dal cibo si passa facilmente ai saponi – per esempio – sia scegliendo quelli cruelty free che preferendo quelli sfusi, che riducono gli imballaggi, e così per acqua (tra i maggiori responsabili dell’emergenza plastica), abiti, cinture. Insomma: come fa acquisti un vegano convinto? Anche in questo caso la Ferraiolo dà piccoli ma utili suggerimenti (scoprendo che – in fondo – molto spesso si tratta di buon senso). Fino all’ultimo passaggio: il test che permette di verificare fino a che punto siamo vegan friendly, senza per questo incappare in inutili estremismi.

 

La ricetta

Orecchiette con le cime di rapa

300 g di orecchiette fresche, acqua e farina

1 kg di cime di rapa

uno spicchio d’aglio

un cucchiaio di olio extravergine di oliva

un peperoncino fresco

un pugno di pan grattato

sale

Pulisci le cime di rapa eliminando le foglie esterne e facendo attenzione a separare le foglie interne e il fiore. Una volta pronte sciacquale e asciugale bene. In una padella ampia versa l’olio e aggiungi il pangrattato, mescolalo e distribuiscilo su tutta la superficie, in questo modo si tosterà omogeneamente. Cuoci a fuoco medio fino a farlo dorare.

A parte riempi una padella con abbondante acqua. Una volta raggiunto il bollore aggiungi il sale, lessa le cime di rapa e lascia cuocere per circa 5 minuti. A seguire aggiungi nella stessa pentola le orecchiette e cuoci per altri 5 minuti circa. Aggiungi alla padella con il pan grattato un altro po’ di olio, lo spicchio d’aglio e un po’ di peperoncino. Se non ti piace puoi aggiungerlo nel piatto a conclusione.

Scola le orecchiette e le cime di rapa e riversale insieme nella padella con il soffritto. Salta per un minuto e aggiungi, se necessario, un pizzico di sale. È pronto, puoi impiattare e aggiungere un filo di olio a crudo.

I picolo libro vegano – Serena Ferraiolo – Iacobelli Editore – 216 pp. – 4,50€

a cura di Antonella De Santis

 

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