Mangiare a Senigallia durante il Summer Jamboree. Piccola guida gastronomica

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Mangiare a Senigallia durante il Summer Jamboree. Piccola guida gastronomica

Il food truck il Furgoncino per il Summer Jamboree di SenigalliaIl food truck il Furgoncino per il Summer Jamboree di Senigallia

Il Summer Jamboree a Senigallia

Il Rock’n’Roll è uno stato dell’anima? Lo è per molti anzi per migliaia di appassionati di questo bellissimo e colorato “sogno americano” che ogni anno si ritrovano a Senigallia per il Summer Jamboree. È una festa lunga dodici giorni che trasforma la bellissima cittadina marchigiana affacciata sul mare Adriatico in un set a cielo aperto: si tratta del più grande festival musicale internazionale di cultura, concerti, esibizioni e musica degli anni Quaranta e Cinquanta.

Ballare sotto la rocca di Senigallia al Summer Jamboree

Si balla dappertutto, dalla spiaggia alla rocca, nei giardini, nelle piazze e lungo le banchine del porto. La musica è nei piedi, nelle gambe e nella testa, è impossibile stare fermi, perché tutto intorno gira, sorride e invita a muoversi. L’America del rock e dello swing viene catapultata nella cittadina di quarantaquattromila abitanti in provincia di Ancona che accoglie con sorpresa e con gusto questo mondo colorato ed affamato. Si, perché nei giorni del festival (quest’anno fino all’11 agosto) Senigallia diventa anche terra di contaminazione gastronomica.

Uno spettacolo di ballo al Summer Jamboree, con tre coppie sul palco
Foto di Guido Calamosca

Mangiare a Senigallia. Tra ristoranti e street food

Abituata alla cucina di mare, al suo brodetto, ai vincisgrassi, al ciauscolo, Verdicchio e Lacrima di Morro d’Alba, alla crema fritta e alle sue olive, alla Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni e a chef Mauro Uliassi, nei giorni del Jamboree la città si confronta anche con hot dog, hamburger gourmet, birre artigianali e bourbon in uno scontro di sapori che diventa arricchimento. E se ballare mette appetito ecco una piccola guida gastronomica dove potersi sfamare, con gusto, senza perdere il ritmo. Per praticità la dividiamo in due parti: i luoghi dell’anima, cioè i locali di Senigallia dove assaggiare qualcosa di buono e gustoso, fatto a regola d’arte, e poi lo street food che si incontra nei giorni del festival mentre ci si muove da un dancefloor all’altro della città. Tutto gira attorno alla Rocca Roveresca, alla piazza del Duca (al palazzo Baviera è allestita la bella mostra fotografica sui vent’anni del festival), al foro annonario, a piazza Simoncelli, a piazza Garibaldi a via Carducci e alle vie limitrofe, dove c’è il cuore del festival.

Hamburger di maiale iberico con chutney di cipolle, pane fatto in casa e patate da Zepplin, a Senigallia

Lo street food di tradizione

La rosticceria e pizzeria Mancinelli –  in via Ottorino Manni, 8 – è lì da quasi cento anni e durante tutto l’anno la famiglia sforna vincisgrassi e cannelloni fatti a regola d’arte, pesce fresco cucinato al forno, baccalà, fritture e naturalmente ottima pizza a tranci. Durante il festival i tavolini davanti all’ingresso invitano a entrare per servirsi di quello che la cucina prepara in tempo reale.

Nella vicina piazza Simoncelli, al civico 28, c’è Fish Ham Burger & Fry, che propone panini gourmet a partire dal pane fatto in casa. Interessante la carta dei Fish Burger come l’Amalia, con gamberoni, pancetta, maionese affumicata, insalata e fior di latte; o il Sara, dove nel panino entrano il polpo alla pietra, la cicoria e la stracciatella.

Sul lato opposto della piazza (via Felice Cavallorri, 18), c’è il Zepplin, che per l’occasione cucina burger artigianali con una selezione di tagli di carne, dalla marchigiana alla scottona, passando per l’Angus e pane fatto in casa.

La busta di Patatas Nanas in edizione speciale per il Summer Jamboree con pin up

Tra le offerte di qualità della piccola cittadina marchigiana ci sono anche le patatine, e quelle di Patatas Nana sono state inserite nell’Olimpo mondiale. Un progetto ambizioso che nasce proprio a Senigallia e che sfida il grande mercato delle patatine in busta creando un prodotto totalmente artigianale, senza aromi e conservanti che sta conquistando chef e barman di tutto il mondo con una patatina di assoluta eccellenza. In occasione del ventennale del festival ha prodotto diecimila pacchetti in edizione limitata, con stampata la locandina, che stanno letteralmente andando a ruba. Cercateli.

Bistrot e cucina di mare

La patatina nasce al Nana Piccolo Bistrot (via Carducci, 19), uno dei migliori bistrot in Italia dove lo chef Michele Gilebbi prepara piatti originali dalle influenze spagnole in un locale con tavolini sulla via.

Un piatto di pesce al cartoccio con salse da Tajamare a Senigallia

Il mare nel piatto si ritrova anche da Tajamare (Lungomare Guglielmo Marconi, 13), lungo la “promenade” più marittima non lontano dalla mitica rotonda. Qui c’è una buona cucina di mare con pasta fatta in casa e se porti la tua borraccia vuota c’è un “refill” gratuito secondo lo spirito plastic free.

Se si vuole ballare dall’alba al tramonto ed entrare a pieno nello spirito anni ’50 si va al Mascalzone Chalet (Lungomare Dante Alighieri, 52 bis), dove si mangia di mare e si beve bene, e dove la pizza viene sfornata tutto il giorno.

Piazza Saffi, corso Due giugno e Via Carducci sono zone pedonali ad alta concentrazione Gourmet. Al Carducci Cafè & Cucina (via Carducci 25/27) si va per mangiare l’ottima piadina sfogliata (crescia) nei tavoli sul corso.

Il lato dolce di Senigallia. Gelati e maritozzi

Mentre alla vicina Gelateria Brunelli (via Carducci, 7), che è una delle migliori gelaterie d’Italia (unico nelle Marche a vincere i tre coni nella classifica del Gambero Rosso) si va per assaggiare le sue specialità come la Crema Brunelli, lo zabaione con vinsanto marchigiano, il gusto “Portonovo” con il cioccolato e le buonissime granite (ma anche gli ottimi ghiaccioli proposti per l’estate).

Il maritozzo di pasta bignè ripieno di crema della pasticceria San Martino di Senigallia

Rimanendo in tema “dolce”, la Pasticceria San Martino (via San Martino, 17), tra le migliori pasticcerie italiane secondo la guida del Gambero Rosso, prepara un maritozzo con pasta bignè ripieno di crema chantilly, che rimette in piedi dopo le fatiche dello swing. La pasticceria offre anche una buona selezione di salato e una sfogliata ripiena di mozzarella prosciutto e funghi che di certo merita un assaggio.

E in cerca di sapori genuini finiamo anche al forno Pandefrà, della giovane Francesca Casci (che rifornisce anche Mauro Uliassi), in via Copernico numero 8.

Un food truck durante il Summer Jamboree
Foto di Beatrice Perticaroli

Food truck per il Jamboree

Fino a domenica 11 agosto a questa già gustosa selezione locale si aggiunge un’altra proposta di food truck nelle piazze principali del ballo e in giro per la città, che si affianca ai già ricchi sapori locali. Cucine su quattro ruote che ripropongono piatti d’oltreoceano rivistati o sapori locali in uno stile tutto nuovo. C’è Il Furgoncino che prepara il prosaico panino alla porchetta con aggiunta di cipolla caramellata e salsa Bbq; da Migliori si friggono olive all’ascolana e si preparano cartocci di crema fritta; sull’apecar di Sfamamy potete ordinare un cartoccio di mare o il panino con i gamberoni, insalata di lime e verdure croccanti; in piazza Garibaldi si beve Bourbon che diventa “Old Fashioned”, un cocktail con angustura e zucchero di canna.

I dintorni. In cerca del tartufo estivo

Il Jamboree è una bellissima festa collettiva; se però volete staccare la spina per qualche ora il consiglio è di andare a visitare la vicina Acqualagna e le gole del Furlo perché nelle Marche è anche tempo di tartufo estivo (territorio naturalmente vocato) che viene proposto, in questa versione più delicata, dall’antipasto al dolce e abbinato con i vini del territorio, in attesa della grande festa d’autunno. E la soddisfazione vale di certo il piccolo viaggio. Poche ore poi si torna a Senigallia: la pista da ballo è bollente, è ora di indossare le scarpette, il rock non aspetta.

Per tutte le informazioni sul festival: www.summerjamboree.com/il-festival/

 

a cura di Tommaso Costa

foto di apertura di Beatrice Perticaroli

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