MarXito a Parigi. La scommessa di Thierry Marx sul fast food d'autore: una sfida che accomuna i grandi chef del mondo

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MarXito a Parigi. La scommessa di Thierry Marx sul fast food d'autore: una sfida che accomuna i grandi chef del mondo

Dopo il successo delle sue Boulangerie, lo chef del Mandarin Oriental battezza un altro format di ristorazione veloce, riunendo suggestioni internazionali e simboli della cucina francese. Ecco com’è il suo “marXito”. 

 

Gli chef e il fast food

Lo street food di Thierry Marx. Semplice e diretto lo slogan che accompagna la nuova insegna parigina di uno dei più celebrati maestri della cucina francese, già da qualche anno capace di individuare una strada alternativa all’alta ristorazione per diversificare il business e diventare brand di se stesso. Certo, dietro alla scelta di proporre format gastronomici accessibili per tutte le tasche non si nascondono solo considerazioni di marketing, ma anche il desiderio di sfidarsi in contesti nuovi, dimostrando che la ristorazione di qualità può rispondere perfettamente alle mutate abitudini alimentari, e avvicinare il pubblico dei fast food. Pure in Italia, ultimamente, la storia si ripete con buon riscontro, coinvolgendo anche i nomi più in vista, come Niko Romito, che sulle sue bombe ripiene – salate e dolci – ha cominciato a lavorare diverso tempo fa, e all’inizio del 2018 ha presentato per la prima volta a Roma un format incentrato sul pane (Pane e Caffè), destinato a moltiplicarsi nel mondo, già adattato con successo anche alle esigenze di una particolarissima “stazione di servizio” del gusto, unica nel suo genere, a Castel di Sangro. Una passione, quella per il pane, che ci riporta nella Parigi di Thierry Marx, patria delle boulangerie, sempre più inclini ad assecondare esigenze di consumo che si protraggono per tutta la giornata.

 

La Boulangerie di Thierry Marx

Proprio come moderna panetteria d’autore ha esordito nel 2017 la Boulangerie di Thierry Marx, che un anno e mezzo fa usciva per la prima volta dalla cucina stellata del Mandarin Oriental per battezzare la sua catena fast casual progettata come trait d’union tra due mestieri, chi fa il pane – “il primo ingrediente della cucina francese” sottolinea Marx – e chi cucina con l’ottica di ideare nuove formule di servizio. Un successo confermato dalla presenza di Marx nella rosa del Beaupassage, dove la Boulangerie ha raddoppiato alla fine di agosto, sempre forte dei suoi caposaldi, come gli ormai celebri bread makis, ispirati al sushi giapponese (ma l’alga è sostituita dal pane e i ripieni sono svariati, dal Meatpacking con pastrami allo Tsukiji, in omaggio allo storico mercato del pesce di Tokyo, al più campanilista croque monsieur). E allora perché non continuare a scommettere sulla ristorazione veloce?

 

MarXito. Pancake da passeggio

L’ultima scommessa dello chef si chiama MarXito, ha debuttato qualche giorno fa a poche centinaia di metri dall’Arco di Trionfo e degli Champs Elysées, e propone un’unica specialità della casa, il pancake. Ripensato però in funzione di più suggestioni gastronomiche: c’è ancora una volta il Giappone, che presta il fianco al nuovo progetto di Marx con i suoi dorakyaki; e poi la qualità dei prodotti francesi, ingredienti selezionati da agricoltura biologica e piccoli produttori del territorio che farciscono il MarXito, due pancake di grano saraceno chiusi come fossero un panino, e incartati per il consumo sul posto o a portar via. Disponibili in versione salata o dolce, i marxito sono venduti tra i 4 e i 13 euro, con ripieni che spaziano dal vegetariano con tofu e salsa guacamole al pastrami, al cioccolato fuso. Di fatto un’alternativa al classico panino volante, che prova a condensare suggestioni internazionali e specialità dell’immaginario gastronomico francese (dalla crepe alle gauffre). Piacerà ai parigini?

 

a cura di Livia Montagnoli

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