Michelin Giappone. Prima stella all’estero per l’Enoteca Pinchiorri, per il ristorante a Nagoya

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Michelin Giappone. Prima stella all’estero per l’Enoteca Pinchiorri, per il ristorante a Nagoya

Un piatto con filetto, piselli, radicchio e quenelle di pomodoro all'Enoteca Pinchiorri di Nagoya

Un piatto con filetto, piselli, radicchio e quenelle di pomodoro all'Enoteca Pinchiorri di Nagoya

Ormai più di dieci anni fa, nel 2008, l’Enoteca Pinchiorri apriva una sede oltreconfine a Nagoya (dopo l’esperimento avviato sempre in Giappone, ma a Tokyo, già nel 1992, parentesi ormai conclusa da diversi anni; mentre nel 2016 è arrivato anche The Artisan by Enoteca Pinchiorri a Dubai). Ora sull’insegna di Nagoya brilla anche la stella, dispensata dagli ispettori della guida Michelin che alla ristorazione giapponese dedica più di una pubblicazione ogni anno, riconoscendo al Paese del Sol Levante un alto profilo gastronomico.

La guida Michelin in Giappone. La regione di Tokai

Alla prima edizione della guida di Tokyo, lanciata nel 2007, che oggi fa della metropoli nipponica la città con il maggior numero di stelle nel mondo, hanno infatti fatto seguito diversi progetti editoriali focalizzati su distretti regionali di interesse turistico, e degni di nota sul versante ristorativo. Così ha esordito, nel 2017, la guida dedicata alle prefetture di Mie, Gifu e Aichi, nella regione di Tokai, che oggi conta ben 68 insegne stellate. Compreso il neotristellato sushi restaurant Hijikata, a Nagoya. Il centro sorto sull’isola di Honshu è il capoluogo della prefettura di Aichi, quarta città più popolosa di tutto il Giappone, e in quanto tale concentra molte attività ricettive. Non a caso, l’edizione 2019 della Rossa dedicata ai ristoranti del Tokai porta in dote alla città un altro nuovo tristellato – Ueda – mentre assegna tre macaron anche alla città di Ise, per la cucina di Komada. La notizia che rimbalza alla nostra latitudine, però, è il riconoscimento ottenuto dall’Enoteca Pinchiorri, che per la prima volta ottiene una stella fuori dai confini italiani, dove il ristorante fiorentino di Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri è uno storico rappresentante dell’Olimpo tristellato.

L’Enoteca Pinchiorri di Nagoya

A Nagoya, Pinchiorri è ospitato all’interno del Toyota Building, può contare sulla supervisione di Riccardo Monco (a capo della brigata fiorentina) e su una squadra di cuochi giapponesi che hanno imparato a conoscere bene il pensiero gastronomico e l’idea di classicità italiana di Pinchiorri, valorizzando ingredienti locali – come il pesce in arrivo dai porti di Mikawa e Ise e gli ortaggi della penisola di Chita – e materie prime made in Italy, dai porcini all’olio extravergine. E anche agli ispettori Michelin dev’essere piaciuto il legame a doppio filo che unisce la casa madre con il ristorante panoramico di Nagoya, dove il menu propone anche panzanella e fregola con frutti di mare, accanto a un filetto di Wagyu arricchito con tartufi marchigiani. E tanta italianità: pasta fresca al nero di seppia con carciofi, garganelli con ragù di coniglio e fonduta di parmigiano, ravioli ripieni con prosciutto di Parma e fonduta di scamorza affumicata, piccione arrosto ripieno di foie gras e spinaci, torta di pinoli con cantucci, uvetta, Vin Santo e yogurt.

Gli italiani stellati in Giappone

Dunque anche l’Enoteca Pinchiorri di Nagoya si unisce al novero dei ristoranti italiani in Giappone premiati dalla Michelin, insieme a Luca Fantin (per Bulgari alla Ginza Tower di Tokyo) e Heinz Beck, sempre nella capitale, premiato due anni fa con la prima stella, nell’edizione 2018 dedicata a Tokyo.

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