Nutraceutica. Uno, nessuno e centomila

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Nutraceutica. Uno, nessuno e centomila

Nutraceutica. L’impiego dei principi attivi contenuti in alimenti, piante e fonti microbiche (es. probiotici) per prevenire e contribuire alla cura delle malattie si perde nella notte dei tempi. Già nell’antico Egitto, nelle civiltà greche e romane si faceva ampio uso di piante ed erbe aromatiche – come aglio, timo, cumino, ginepro e cannella – anche per queste finalità. (1)

Tra uno, nessuno e centomila vale la pena soffermarsi sull’ampio concetto di nutraceutica, le classificazioni proposte dalla scienza, i possibili vantaggi e le criticità. Una breve rassegna scientifica a seguire.

Nutraceutica e nutraceutici, concetti

La nutraceutica (dalla crasi tra di nutrizione e farmaceutica) studia le proprietà dei cibi e delle erbe nella prevenzione e cura delle malattie. Analizzando la relazione tra l’apporto di  loro specifici costituenti – intesi come ‘nutraceutici’ – e la salute. (2)

Possono essere confusi con gli alimenti fortificati, che mantengono o promuovono lo stato di salute grazie ad elementi in essi aggiunti (vitamine, minerali, etc.), mentre i nutraceutici hanno la specifica capacità di prevenire o curare le malattie, ad eccezione dell’anemia, senza aggiunte nella formulazione dell’alimento. (3)

Nutraceutici e salute

I potenziali effetti dei nutraceutici sulla salute sono molteplici e variati, in termini di efficacia e nel livello di evidenza scientifica. Sono state osservate interazioni favorevoli di alcune sostanze con infiammazioni e alcune forme di tumori, ipertensione e malattie cardiovascolari, aterosclerosi, obesità, diabete e steatosi epatica. (4). Ma soprattutto, si è dimostrata l’efficacia nelle azioni antiossidante, anti-invecchiamento, e nel potenziamento delle funzionalità cognitive. (5)


Fig. 1. Schematizzazione delle differenti forme di nutraceutici (Padmavathi, 2018)

Nutraceutici tradizionali

I nutraceutici tradizionali non vengono sottoposti a interventi che ne modifichino la composizione. (6) Possono venire classificati in tre sottocategorie:

– costituenti chimici. Nutrienti e micronutrienti, fitocomposti (es. polifenoli), (7)

– prebiotici e probiotici, i quali sono in grado di interagire favorevolmente con la composizione della flora intestinale, così regolando il sistema immunitario e altre funzioni che permettono di mantenere di un buono stato di salute. (8)

– enzimi. Questi regolano funzioni corporee e intervengono nella riduzione di problemi legati ad obesità, digestione e glicemia e senza la loro presenza le funzioni nell’organismo non possono essere svolte correttamente.(9)

Nutraceutici non-tradizionali

Non-tradizionali sono invece i nutraceutici ottenuti mediante aggiunte o modificazioni (es. fermentazioni). Vengono distinti in ‘fortificati’ e ‘ricombinanti’. I primi venivano storicamente impiegati per supplire a carenze nutrizionali delle popolazioni, con focus su vitamine e minerali. E hanno trovato sviluppo in prodotti con declinazioni specifiche. (10)

I ricombinanti vengono utilizzati per interventi terapeutici mirati, in ambito farmaceutico soprattutto. Sebbene l’ingegneria genetica presenti ancora incertezze da non trascurare. (11)

Tecniche particolari – come la nanoincapsulazione, l’inclusione in nanoparticelle o nanosfere – consentono di superare alcuni limiti propri di determinati nutraceutici. (12) Come la bassa biodisponibilità, la permeabilità e la ritenzione. Il loro obiettivo è raggiungere con precisione l’area da trattare. A loro volta tuttavia meritano tuttavia attenzione, da parte delle autorità deputate all’analisi del rischio, circa eventuali profili di tossicità. (13)


Fig. 2. Classificazione dei nutraceutici tradizionali e non-tradizionali (Padmavathi, 2018)

Possibili benefici per la salute

L’impiego di nutraceutici presenta un apprezzabile livello di evidenza scientifica su alcuni possibili benefici per la salute associati al loro impiego. Tra questi si segnalano:

– il trattamento di dislipidemia, disordine metabolico, diabete di tipo 2, obesità, osteoporosi e squilibri del sistema endocrino, (14)

– la riduzione significativa dei livelli di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) nel sangue, anche attraverso la somministrazione di mix di vitamine e minerali, (15),

– la riduzione dell’osteopenia nelle donne in fase post-gravidanza, con gli isoflavoni della soia (16),

– la diminuzione dei livelli di grasso in bambini obesi mediante prebiotici, che hanno stimolato la crescita di una flora intestinale a favore dei Bifidobacterium (17),

– l’abbassamento della pressione sanguigna in pazienti cardiopatici, tramite somministrazione di magnesio. (18)

Possibili criticità

Il mercato dei nutraceutici ha registrato uno straordinario sviluppo, negli ultimi decenni. Grazie alla crescente attenzione dei consumatori verso il benessere e il possibile miglioramento della salute attraverso gli integratori alimentari. La legislazione europea (dir. 2002/46/CE e successive modifiche) è effettivamente rigorosa. Ed è applicata con scrupolo soprattutto in Italia, ove si vanta una produzione di primissimo livello e un sistema centrale di controllo obiettivamente senza pari, presso il ministero della Salute.

Le legislazioni di altre aree del pianeta, viceversa, sono più permissive rispetto a quella europea. Per quanto attiene alla composizione dei food supplements e anche alle informazioni che li accompagnano. Con il duplice rischio di sottovalutare possibili controindicazioni, legate al consumo di prodotti non soggetti a prescrizione medica. E più in generale, a una minore attenzione verso l’analisi del rischio su cui il diritto alimentare in UE (ma non anche altrove) si fonda. (19)

Integratori alimentari, le dovute attenzioni

Gli integratori alimentari di provenienza extra-UE sono peraltro facili da reperire sul canale ecommerce, ove le maglie dei controlli pubblici ufficiali sono purtroppo ancora deboli. Ed è perciò indispensabile, da parte dei consumatori, prestare attenzione alla provenienza dei prodotti e dei loro venditori. A fronte della possibile presenza di sostanze potenzialmente dannose e/o principi attivi farmaceutici, anche di potenziale impatto sulle regole anti-doping. Nonché di contaminanti di varia natura (es. pesticidi, metalli pesanti, fertilizzanti, piante tossiche, micotossine, adulterazioni e contaminazioni varie). (20)

La possibilità di acquistare questo tipo di prodotti in qualsiasi negozio fisico o in rete – senza raccogliere un preventivo parere da parte di un medico competente, circa le effettive necessità e le dosi da assumere – richiede perciò un doveroso esercizio di buon senso. (21)

Le potenzialità dei nutraceutici sono elevate, ma il loro consumo indiscriminato merita un’attenzione che è bene non limitare ai falsi profeti della rete, né alle storie raramente disinteressate degli influencer di turno. Con l’obiettivo di salvaguardare, e non compromettere la salute. (22)

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) Ruchi (2017) Role of nutraceuticals in health care: A review. Int.J. Green Pharm 11(3), doi: http://dx.doi.org/10.22377/ijgp.v11i03.1146

(2) Dickinson (2011) History and review of DSHEA. Fitoterapia 82(1):5-10, doi: 10.1016/j.fitote.2010.09.001

(3) Kaira. (2003). Nutraceutical—definition and introduction. AAPS Pharm. Sci. 5(3), doi: 10.1208/ps050325

(4) Nasri et al. (2014). New concepts in nutraceuticals as alternative for pharmaceuticals. Int. J. Prev. Med. 5(12):1487-99

(5) Liu et al. (2016). Fabrication of concentrated fish oil emulsions using dual-channel microfludization: Impact of droplet concentration on physical properties and lipid oxidation. J. Agric. Food Chem. 64(50):9532-41, doi: 10.1021/acs.jafc.6b04413

(6) Padmavathi. (2018). A general review on “Nutraceuticals”: Its golden health impact over human community. Int. J. Food Sci. Nut. 3(2):214-7

(7) Sapkale et al. (2012) Nutraceuticals-global status and applications: A review. Int. J. Pharm. Chem. Sci. 1(3):1166-81

(8) Kerry et al. (2018). Benefaction of probiotics for human health: A review. J. Food Drug Ana.26(3):927-39, doi: https://doi.org/10.1016/j.jfda.2018.01.002

(9) Nema et al. (2018). Importance of nutraceuticals in various diseases and human health: A literature review. World J. Pharm. Med. Res. 4(9):104-10

(10) Aronson. (2017). Defining “nutraceuticals”: Neither nutritious nor pharmaceutical. Br. J. Clin. Pharmacol. 83(1):8-19, doi: 10.1111/bcp.12935

(11) Bawa et al. (2013). Genetically modified foods: Safety, risks and public concerns – A review. J. Food Sci Tech. 50(6):1035-46, doi: 10.1007/s13197-012-0899-1

(12) Helal et al. (2019). Nutraceuticals’ novel formulations: The good, the bad, the unknown and patents involved. Recent Patents on Drug Delivery & Formulation 13(2):105-156, doi: 10.2174/1872211313666190503112040

(13) Asghar et al. (2018). Nutraceutical formulation strategies to enhance the bioavaibility and efficiency: An overview. Role of Material Science in food Bioengineering 329-352

(14) Berberich et al. (2017). Nutraceuticals in endocrine disorders. Nature Reviews, doi: 10.1038/nrendo.2017.169

(15) Marazzi et al. (2017). Comparison of low-dose statin versus low-dose statin + armolipid plus in high-intensity statin-intolerant patients with a previous coronary event and percutaneous coronary intervention (ADHERENCE trial). Am. J. Cardiol. 120:893-897, doi: 10.1016/j.amjcard.2017.06.015

(16) Lambert et al. (2017). Combined bioavailable isoflavones and probiotics improve bone status and estrogen metabolism in postmenopausal osteopenic women: a randomized controlled trial. Am. J. Clin. Nutr. 106:909-920, doi: 10.3945/ajcn.117.153353

(17) Nicolucci et al. (2017). Prebiotics reduce body fat and alter intestinal microbiota in children who are overweight or with obesity. Gastroenterology 153:711-722, doi: 10.1053/j.gastro.2017.05.055

(18) Dibaba et al. (2017). The effect of magnesium supplementation on blood pressure in individuals with insulin resistance, prediabetes, or noncommunicable chronic diseases: a meta-analyisis of randomized controlled trials. Am. J. Clin. Nutr. 106:921-929, doi: 10.3945/ajcn.117.155291

(19) Ekor (2014). The growing use of herbal medicines: Issues relating to adverse reactions and challenges in monitoring safety. Front. Pharmacol. 4:177, doi: 10.3389/fphar.2013.00177

(20) Gil et al. (2016). Toxic contamination of nutraceuticals and food ingredients. In Nutraceuticals Academic Press; p. 825-837, doi: 10.1016/B978-0-12-802147-7.00058-9 ·

(21) Nounou et al. (2018). Adulteration and counterfeiting of online nutraceutical formulations in the United States: Time for intervention? J. Diet. Suppl. 15(5):789-804, doi: 10.1080/19390211.2017.1360976

(22) Durazzo et al. (2020). Nutraceuticals in human health. Foods 9:370, doi:10.3390/foods9030370

Source: Nutraceutica. Uno, nessuno e centomila

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