Rinasce il Mercato di Zara al quartiere Isola di Milano. Carni “esotiche”, un panificio e altro ancora

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Rinasce il Mercato di Zara al quartiere Isola di Milano. Carni “esotiche”, un panificio e altro ancora

Il rendering del mercato di Zara, dall'esterno, visto da piazzale LagostaIl rendering del mercato di Zara, dall'esterno, visto da piazzale Lagosta

Mercati di Milano. Il rilancio delle strutture coperte

Prosegue anche lontano dai riflettori il progetto dell’amministrazione meneghina per la riqualificazione dei mercati coperti rionali di Milano. L’estate scorsa il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore al commercio Cristina Tajani presentavano il bando per l’assegnazione di tre plateatici strategici da rilanciare, i mercati di Wagner, Zara e Morsenchio, tre delle 19 strutture coperte in attività in città. Auspicandone quindi una rinascita sul modello di Darsena e Lorenteggio, con l’obiettivo che i mercati rionali tornassero a essere luogo di aggregazione per il quartiere e concentrazione di attività di vendita e somministrazione di qualità. Con il contributo di investimenti privati. Un anno dopo, sindaco e assessore si ritrovano in conferenza stampa per annunciare l’inizio dei lavori nella struttura di Zara, in piazzale Lagosta (Isola), dove i prossimi mesi segneranno una rivoluzione del mercato, con ampio spazio riservato alla ristorazione.

Un render dell'interno del nuovo mercato di Zara a Milano

Il nuovo mercato di Zara e Isola a Milano. Il progetto

Si comincerà a ottobre, per consegnare il nuovo mercato dopo nove mesi, un periodo necessario per ripensare l’allestimento dei 900 metri quadri di superficie a disposizione (600 all’interno), modernizzare gli impianti e dotare l’esterno di tavoli e sedie per il consumo sul posto. Tutto nel segno della sostenibilità, con l’utilizzo di materiali ecocompatibili e la dotazione plastic free di tutte le attività di somministrazione. Anche la selezione degli operatori è stata oculata. Ci sarà la macelleria adibita alla vendita di tagli di carne insoliti e ricercati – dal bisonte alla zebra – la pizzeria con laboratorio di panificazione (sul modello lanciato da Longoni a Santa Maria del Suffragio, e ripreso da Giuseppe Zen in Darsena), la pasticceria con gelateria, un ricco reparto dedicato a salumi e formaggi. E poi la rosticceria con piatti pronti, un moderno box ortofrutta che proporrà anche piatti del giorno a base di verdure; e il ristorante con cucina a vista (chiamato a ripensare la sua proposta ogni due anni, in linea con le tendenze gastronomiche del momento. Si inizia, quindi, con una pokeria… A patto di voler credere che, tra un anno, il poké hawaiano, ormai onnipresente, sia ancora tanto appetibile), il pastificio, la birreria artigianale, il banco del pesce con ampia offerta di crudi, surgelati e piatti già pronti.

Pubblico e privato insieme per ripensare i mercati di Milano

L’anima, dunque, resterà quella di un mercato rionale, ma la struttura si preoccuperà anche di promuovere eventi, cooking show, incontri con produttori e cuochi, cene di comunità, per promuovere uno stile di vita buono e sano. Mentre uno spazio sarà riservato a mostre, esposizioni ed eventi culturali. Inaugurazione prevista per giugno 2020. Ma nei prossimi mesi si continuerà con l’assegnazione ai nuovi gestori, unici o consortili, dei mercati di Wagner, Morsenchio, Ferrara. La scelta di iniziare proprio dal mercato di Isola è stata motivata dal sindaco con la peculiare evoluzione vissuta dal quartiere negli ultimi anni: l’arrivo della linea M5, l’apertura di nuovi locali e gallerie, la ristrutturazione di vecchi edifici… Un’operazione di riqualificazione urbana che ha contribuito a fare di una zona dimenticata della città un centro nevralgico molto frequentato, soprattutto di sera, all’ombra del Bosco Verticale. “Mancava al quadro proprio la riqualificazione dello storico mercato coperto Zara”, ha spiegato Sala. Con la garanzia, aggiunge l’assessore Tajani, di veder restare al proprio posto gran parte dei vecchi operatori del mercato, che riprenderanno l’attività anche nell’ambito del nuovo progetto imprenditoriale affidato a Serim, gestore della struttura per i prossimi vent’anni. Costo dell’operazione: 3 milioni di euro, tutti a carico di Serim.

 

a cura di Livia Montagnoli

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