Roma. Artisan e The Fooders lanciano Legs al posto di Mazzo

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Roma. Artisan e The Fooders lanciano Legs al posto di Mazzo

Arrivederci Mazzo, benvenuto Legs

Il pollo fritto di Mazzo e le birre di Artisan. È la formula di Legs el nuovo progetto dei Fooders (al secolo Marco Baccanelli e Francesca Barreca) insieme ai ragazzi della birreria di San Lorenzo. Occuperanno i locali che sono stati fino a poche settimane fa di Mazzo, e mentre i due si preparano al tour (seguite la pagina Mazzo Invaders sul sito dei Fooders), a Centocelle già fervono i lavori.

Ma se la proposta è semplicissima, il progetto, nel suo complesso, è molto più elaborato di quanto l’apparenza potrebbe sembrare. “Vogliamo portare qualcosa che all’estero c’è, ma in Italia ancora non si vede tanto” e il riferimento è a un certo tipo di locali che diventano luogo di incontro di arti diverse. Collettori di idee, intuizioni, proposte e progetti anche estemporanei che dal cibo arrivano alla grafica, da questa alla musica, toccando abbigliamento e arti visive prima di tornare al cibo. Una specie di grande box insomma. Che mescola cultura molto street e linguaggio molto pop. Con un biglietto di presentazione capace di arrivare a tutti: birra e pollo fritto.

Pollo fritto e creatività

Impossibile non pensare a David Chang, che proprio ai panini con il pollo ovviamente fritto ha dedicato il suo Fuku, del resto Chang è uno dei modelli di chef-imprenditore amati da Marco. Ma i riferimenti sono tanti. Perché l’obiettivo dei Fooders non è “solo” trasformare Mazzo in un fast food, se pure di alta qualità, ma di rendere il piccolo locale di via delle Rose, un luogo di incontro di creativi che – ognuno nel proprio campo – condividano linguaggi e attitudini. Tutti molto indie, come da sempre ci hanno abituato i due.

Un cartoccio di patate fritte

Legs a Roma. Il logo e i riferimenti

Si parte con un nome – Legs – corto e incisivo, che arriva diretto, semplice da dire e ricordare. E molto efficace. A firmare il logo, l’illustratore Alessandro Maida, aka Scarful, nome di punta di certa cultura underground ormai accreditata anche nel main stream più aperto (all’attivo parecchie collaborazioni con Nike, gruppi musicali e altre realtà).

L’obiettivo – dichiarato – è di portare il marchio fuori dallo stretto ambito della cucina. E qui l’ispirazione va, di nuovo, dall’altra parte dell’oceano, a Los Angeles, dove il deli Uncle Paulie’s ha dato vita a un merchandising d’autore, con una linea di abbigliamento ambitissima. O all’esperienza di Tutti Fritti di Milano. Insomma far sì che quel logo cominci a vivere anche in settori diversi rispetto a quelli food e che il locale diventi a breve un posto “dove succedono cose e nascono idee”. Il tutto a partire da un linguaggio irriverente e superpop sia nel cibo che nella comunicazione, ironica e parecchio cool. Con le gambe – non solo di pollo – in primo piano.

Il pollo fritto di Mazzo (al piatto)

Legs’ Connection

“Vorremmo che Legs diventasse un contenitore di idee” dice Marco, e aggiunge “se ci chiedi il catering ok, ma vorremmo nascessero soprattutto collaborazioni”. Per esempio con artisti che possano disegnare una capsule collection di abbigliamento con il marchio Legs, come per Uncle Paulie’s, o con festival musicali o di grafica in cui la proposta del cibo possa essere parte stessa dell’evento. “Vorremmo creare qualcosa che abbia più ramificazioni, non un locale fine a se stesso, perché ci piacerebbe che il cibo diventasse il mezzo per fare progetti in altri settori” legati alla cultura underground, alla musica indie, alla street art con la quale hanno già più di un contatto.

Gli eventi d Legs

“Ci serve un luogo fisico per cucinare, certo, ma Legs deve essere una finestra nel quartiere e un luogo di incontro”. Che ospiterà esso stesso eventi, grandi e piccoli. Presentazioni di dischi, di fumetti, ma anche serate con barman o chef ospiti, chiamati a portare cocktail o panini d’autore (e anche in questo caso le molte relazioni dei Fooders giocano a loro favore). Oppure anche qualche extra del duo Baccanelli-Barreca “per dire che ci siamo” (la famosa trippa fritta di Mazzo o magari la cotoletta di pollo alla bolognese). Ma Legs potrà anche andare in trasferta in altri locali o dedicarsi alla cotta di una sua birra. “Abbiamo un sacco di idee” conclude Marco. Che partono, tutte, dall’assoluta replicabilità di un progetto così semplice. Perché è facile immaginare che, da Centocelle, il piccolo Legs può puntare ad arrivare anche in altre zone della città e non solo.

Cosa si mangia. Menu di Legs

Alette, strips, cosce e via così: tutto pollo e tutto fritto all’italiana “panato e non pastellato”. Perché? “Intanto perché ci piace da morire” risponde Marco “e poi” aggiunge Fracesca “perché è una cosa che si può anche slegare dalla nostra presenza: non crediamo a un Mazzo senza di noi, ma uno spin off di pollo fritto sì. Per questo stiamo mettendo a punto un manuale che neanche la Nasa, per codificare ogni passaggio”. Anche perché: “fai poche cose, devono essere perfette”. Oltre ai fritti anche un paio di panini: uno con il pollo fritto (sic!) e uno veg, un’insalata di pollo con coleslaw, patatine fritte, salse personalizzate. Coockies e “cookie snack” farciti con ganache o gelato, ovviamente home made. L’offerta si esaurisce qui. Da bere birre artigianali del Lazio “stanno diventando molto bravi” e una extra selezionate dai giovani publican di Artisan, gin tonic e vino naturale, qualche bibita analcolica “Beh la Coca Cola col pollo fritto ci sta”. Basta.

Prezzi di Legs

L’idea del locale monoprodotto, è anche per semplificare al massimo il lavoro limitando sprechi e – appena tutto gira – riuscire a spuntare prezzi più bassi con i fornitori “così da prendere materie prime sempre migliori. Per esempio non partiamo con un biologico certificato, che alzerebbe parecchio i costi. Aumentando i volumi possiamo arrivarci”. Economia di scala, in poche parole. “Vogliamo essere un posto per tutti, aperto al quartiere e non rivolto a una clientela gourmet. Quindi dobbiamo riuscire a uscire sul mercato a un prezzo basso, senza rinunciare alla qualità”. E riducendo materie prime e fornitori è possibile. Il quartiere, che pure è in fase di crescita riguardo l’offerta ristorativa, è vivace, ma sono ancora tanti i locali con prezzi (e qualità) bassissimi, taglieri enormi di salumi a 4 euro, che non lasciano dubbi sul livello dell’offerta. “Non possiamo né vogliamo stare a quel gioco, ma cercheremo di stare nella media di Centocelle: non possiamo uscire a 15 euro”. Quale sarà dunque la media? “Siamo ancora in ballo su tante cose, inclusi i fornitori” risponde Marco “ma dovrebbe essere sui 5 la birra, con combo convenienti: prezzi più bassi se si abbinano più cose, per esempio su 7-8 euro per una birra e un panino”.

 

 

Come era Mazzo fino a poco tempo fa

L’ambiente, il packaging, le bici

Semplice la proposta, semplice l’ambiente: “super spartano” fa Francesca “proprio per comunicare, in modo chiaro, che è un posto alla portata di tutti”. Quindi cambia tutto (tranne la cucina), via il tavolo, rimane qualche appoggio, perché sarà semplificato pure il servizio: carta e cestini, (ma bicchieri di vetro). Per chi consuma in loco, per l’asporto e per il delivery, anche per ridurre plastiche e packaging. Poi nel tempo si potrà aggiustare il tiro con qualche upgrade, un po’ come è stato per Mazzo, ma per ora deve essere ridotto ai minimi termini, con l’unico investimento – necessario – dell’impianto della birra. Che deve assicurare un servizio come si deve.

Sarà aperto da maggio, tutti i giorni dal pomeriggi dalle 5 (le 6 il venerdì e sabato) fino all’1 di notte (le 2 il fine settimana). Con un’attenzione ai ciclisti – e sono molti quelli del quartiere – per i quali stanno preparando una serie di servizi, benefit e vantaggi.

Legs (ex Mazzo) – Roma – via delle Rose, 54 – 06 6496 2847 – https://thefooders.it da Maggio

Artisan – Roma – via degli Aurunci, 9 – 334 385 4301 – https://www.facebook.com/pg/art.isan.90/about/?ref=page_internal

 

a cura di Antonella De Santis

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