Roma. Consigli su dove mangiare attorno al Foro Italico nei giorni degli Internazionali di Tennis

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Roma. Consigli su dove mangiare attorno al Foro Italico nei giorni degli Internazionali di Tennis

Lea Pericoli

Lea Pericoli

È l’evento italiano più importante, per il tennis, e ogni anno rinnova l’appuntamento al Foro Italico con gli appassionati. Non solo, nel tempo la competizione si è arricchita di un coté di eventi culturali, mondani e gastronomici, questi ultimi sul palcoscenico di LEA, acronimo che sta per Lounge Extended Area, ma anche richiamo evidente alla signora del tennis, Lea Pericoli. Uno spazio, creato in collaborazione con il Forte Village dalle diverse anime: cocktail bar e lounge con buffet curato dal Ristorante San Domenico di Imola e da altri partner con prodotti del territorio, e uno spazio di ristorazione gourmet che ogni sera vede la presenza di uno chef stellato che affianca il resident Massimiliano Mascia (San Domenico di Imola)

Cene d’autore a LEA

Ma sono le cene d’autore che tengono banco con un calendario fittissimo di chef di alto rango, un parterre capace di competere, su un altro terreno di gioco, con il tebellone di gara. A fare gli onori di casa, Massimiliano Mascia, del San Domenico di Imola a fare da spalla a grandi nomi della ristorazione italiana: Andrea Berton (Ristorante Berton, Milano. 13 maggio), Peter Brunel (Borgo San Jacopo, Firenze. 14 maggio), Giuseppe Mancino (Il piccolo Principe, Viareggio. 15 maggio), Alfio Ghezzi (Locanda Margon, Ravina. 16 maggio), Francesco Sposito (Taverna Estia, Brusciano. 17 maggio), Sandro Serva (La Trota, Rieti. 18 maggio). Informazioni e prenotazioni: 335 1401225 [email protected]

Per chi invece volesse uscire dall’area dei campi, invece, consigliamo una serie di indirizzi facilmente raggiungibili dal Foro Italico. A piedi o con pochi minuti di macchina (la zona, del resto, non si trova immersa nel tessuto cittadino, e uno spostamento per raggiungere i punti ristoro, bisogna metterlo in conto).

Bistro 64

In cucina c’è saldamente al comando Noda Kotaro, giapponese ormai italiano d’adozione, che spazia tra ricette romane, classici reinterpretati (come il raviolo di lasagna) signature dish (lo spaghetto di patate burro e alici) e nuove proposte. A comporre un menu accessibile declinato anche con opzioni originali, come lo sconto di 10 euro se si cena prima delle 19:30 o la prezzatura a peso dei grandi primi della cucina romana (50 o 100 grammi). Si beve pescando in una carta non sterminata, ma variegata e meditato quanto basta per accontentare (quasi) tutti.

Bistro 64 – via G. Calderini, 64 – www.bistrot64.it

 

L’Antica Pizzeria da Michele

Michele è uno dei nomi storici della tradizione partenopea sbarcato nella Capitale a portare la sua filosofia e, soprattutto, le sue tonde che ricalcano quelle della casa madre per impasto e lievitazione e per i condimenti, classici, gustosi e genuini. Da provare la Margherita con doppia mozzarella e il tipico calzone ripieno di cicoli, salame di maiale Nero, ricotta e fiordilatte. Il locale, semplice ma curato, è all’interno di Explora, il museo dei bambini. Preparatevi alle attese perché non si prenota.

L’Antica Pizzeria da Michele – Flamina, 82 c/o Museo Explora – www.damicheleroma.it

Apoteca

Una bottega con cucina dall’atmosfera piacevole, buon riferimento per una sosta veloce, un aperitivo, ma anche una cena vera e propria. In menu affumicati di pesce, sottoli, una scelta di salumi e formaggi, frutto di un bel lavoro di ricerca in Italia e all’estero (Francia in particolare). E poi qualche piatto caldo realizzato con materie prime di qualità e un pizzico di creatività. Dai paccheri con ragù di polpo e arancia con ricotta salata, al maialino alla senape con scarola e pomodori secchi, al salmone caramellato su crema al finocchio bruciato. Dolci, semplici e ben fatti, piccola scelta di vini, interessante assortimento di birre artigianali.

Apoteca – piazza Melozzo Da Forlì, 15 – www.apotecaroma.it

Aroma Osteria

Come nella prima sede di Fleming, il fratellino più piccolo di Flaminio propone il menu dedicato al baccalà in tutte le salse. Una decina di proposte, dall’antipasto al secondo, da quello al rosmarino con zuppetta di lenticchie di Castelluccio, patate rosse di Leonessa e cavolo nero, alla tartare con misto di frutta secca, estratto di zenzero e panura al nero di seppia, o mantecato agli “spinacetti” di montagna nel ripieno dei cannoli al nero con besciamella allo zafferano e sfoglie di guanciale croccante di Amatrice. Ma non c’è solo baccalà: ci si muove tra carne e pesce, non necessariamente separati, per esempio gli inconsueti tonnarelli al nero di seppia con gamberoni, guanciale croccante di Amatrice, pecorino romano e tartare di avocado.

Aroma Osteria – l.Tevere Flaminio, 62d – www.aromaosteria.it

Mostò

Curato, informale, rilassante, un posto dove fermarsi per un aperitivo tra amici o una cena a base di salumi e formaggi, tartare, carpacci e qualche piatto del giorno. L’assortimento di cantina non ha nulla di banale, incentrato su etichette italiane ed estere (Francia soprattutto) selezionate in modo competente da una vecchia volpe nel mondo del buon bere capitolino che si è concentrato, in modo particolare, su vini naturali e produzioni dall’interessante rapporto qualità/prezzo. A completare il tutto, una bella proposta di distillati,appuntamenti di degustazione e incontri con produttori (tenete d’occhio la pagina Facebook).

Mostò – via Pinturicchio, 32 – 392 2579616

TreeBar

È un chiosco immerso nel verde nel bel mezzo di via Flaminia: grandi vetrate, arredamento in legno, lavagna col menu del giorno. All’esterno, gazebo, ombrelloni e altri tavoli, ideali per le ottobrate romane e per serate estive. Molto frequentato all’ora dell’aperitivo, offre cocktail fatti per bene e una scelta di vini (nazionali e francesi) e birre. Particolarmente riusciti gli stuzzichini d’accompagnamento. Proposta multiforme: dal ricco buffet del lunedì sera alle proposte più da ristorante, tra piatti di tradizione romana, hamburger e pizze cotte nel forno a legna.

TreeBar – via Flaminia, 226 – www.treebar.it

Marè

Anche se dall’aspetto sembrerebbe il classico panificio di quartiere, basta entrare per scoprire un mondo: oltre a tutti i classici romani, a partire dalla pizza, un po’ di pasticceria, le viennoiserie per la colazione qui si trovano anche proposte golose per un pranzo veloce e sano. E poi pani “speciali”: buono quello al Kamut, il classico e nella versione integrale, con una bella crosta e una mollica umida.

Marè – viale Angelico, 88 – 06 37511594

Alessandro Angelieri serve due pizze al TreeToo. Sullo sfondo il forno a legna

TreeToo

Nuova nuova, la pizzeria del TreeBar (che ricorda la casa madre nell’uso del legno negli arredi) è il regno del pizzaiolo Alessandro Angelieri. Farine selezionate (semintegrale macinata a pietra, ma anche multicereali, farro, segale e canapa, a rotazione) e ingredienti biologici dell’azienda agricola del gruppo, la TreeFarm. Classici del genere e ricette ideate da Angelieri, con una sezione dedicata alle Pizze Agricole e alle Regionali, cominciando da Lazio, con l’Amatriciana e la Tre caci e pepe. Poi anche crostini, calzoni e una piccola proposta di cucina a cura dello chef Roberto De Santis. Si beve vino, birra e cocktail, come da vocazione originale del progetto. A pranzo e cena.

TreeToo – Roma – via Prati della Farnesina, 76 – www.treetoo.it

Trapizzino

Trapizzino

Un’altra sede del famoso Trapizzino di Stefano Callegari, il famoso triangolo di pizza da spaccare e farcire, giustamente croccante all’esterno mentre l’interno assorbe parte del condimento. Condimenti ormai diventati un must: pollo alla cacciatora e parmigiana, ad esempio, la stagionale versione con zucca, mandorle e pecorino, o quello con la lingua in salsa verde.

Trapizzino – piazzale di Ponte Milvio, 13 – www.trapizzino.it

Panificio Nazzareno

Locale poliedrico, con un’offerta articolata e un orario di apertura che copre l’intera giornata. Si parte alla grande fin dal mattino con la colazione e si arriva fino alla cena con un menu ben assortito: bruschette, hamburger e carni alla brace accanto a pizze (basse e croccanti, secondo tradizione romana) e a qualche piatto del giorno come gli strozzapreti con pesto, patate e fagiolini, la tagliata di tonno al sesamo con maionese al wasabi, il fagottino di pollo con mais alla piastra e patate al cartoccio. Valido pure l’assortimento di pane (almeno una ventina le tipologie sempre disponibili) che rappresenta da sempre uno dei fiori all’occhiello della proposta. La domenica c’è il brunch, dalle 12.30 alle 15.30. Servizio di consegna a domicilio.

Panificio Nazzareno – piazzale di Ponte Milvio, 35 – www.panificionazzareno.it

Lo’Steria

Nel calderone della zona di Ponte Milvio c’è di tutto, cose più e meno buone. Tra le prime annoveriamo la creatura degli Ogliotti brothers. La proposte è un richiamo ai piatti tipici romani, con qualcosa in più. Per esempio fave e pecorino, in stagione, diventano il condimento dello spaghettone. A poi si fila liscio tra cotiche, salsicce, trippa e ciambelline finali incluse. Da accompagnare a vini soprattutto locali e birre.

Lo’Steria – via Prati della Farnesina, 61 – 06 33218749

Molo 10

Lo stile marinaro dell’ambiente suggerisce la proposta in menu che punta tutto sul pesce: selezione di crudi – ceviche di pesce piccante al mango, tartare di tonno rosso con capperi e basilico – ma anche cotti, come l’insalata di gamberi al vapore con papaia, le linguine con gamberi rossi e mollica tostata e per i tonnarelli con scampi e il fritto di alici, calamari e scampi, o – per secondo – triglie e passerine; catalana e via così, tra classici, proposte del giorno e via discorrendo. Chiudiamo con un buon crumble di mele e con i biscotti di frolla con crema. Carta dei vini essenziale, che potrebbe essere ampliata con qualche altro buon bianco della regione.

Molo 10 – via Prati della Farnesina, 10 – www.molo10.it

Mahalo

Ambientazione e cucina hawaiana: pescato, frutta esotica e di briose sperimentazioni fusion tra roll e sushi burger. Uno spazio della dalla famiglia Martella che firma anche Malandros e Meaters a Ponte Milvio). Un posto colorato, allegro, che mette allegria, negli spazi come nei piatti. Qualche esempio? L’Honey Meli roll a base di salmone marinato con miele e zenzero, salsa di mango e patata dolce croccante e quello ribattezzato Honolulu con gamberi, salmone e avocado guarnito con salmone scottato, cream cheese, fragole e salsa teriyaki, il Kamano Crispy (filetto di salmone croccante con purea di patata dolce, salsa al mango e passion fruit) e le versioni del poke (la tipica ciotola a base di pesce crudo marinato, di solito accompagnato da riso e altri ingredienti). Da bere vino, birra e cocktail.

Mahalo – via Flaminia, 496 – www.mahalo.it

Malandros

Un tapas bar che è parte di un progetto corale, nello spazio condiviso con Mahalo e Meaters a Ponte Milvio. Con l’idea di una food gallery firmata dalla famiglia Martella. Malandros interpreta l’idea di bodega spagnola con i colori del murales ispirato a Picasso: cucina a vista, 30 coperti, tapas di immediata riconoscibilità, tra patatas bravas e pulpo alla Gallega. Ma anche carta dei pintxos e paella in tre versioni.

Malandros – Roma – via Flaminia, 496/c – www.facebook.com/MalandrosPonteMilvio/

Meaters

Brace bar firmato dalla famiglia Martella (la stessa di Malandros e Mahalo). Il focus è sul fuoco vivo che conquista il centro della cucina, e porta nel piatto tagli di carne da tutto il mondo e preparazioni altrettanto internazionali, dalle armadillo eggs texane ai sosiates africani, dal pollo piri piri portoghese agli yakitori giapponesi. In abbinamento, anche i cocktail del Lady’s Bar, locale nel locale che servirà entrambe le tavole.

Meaters – Roma – via Riano, 2 – dal 7 gennaio 2019 – www.facebook.com/meatersbracebar/

Charlie

Sempre molto frequentato, questo locale si conferma da diversi anni un approdo sicuro per una sosta golosa, soprattutto per gli appassionati di vino. La scelta è modulata per accontentare anche gli appassionati più esigenti, ma pure la proposta gastronomica è costruita con grande cura nella selezione di ingredienti e materie prime, che in parte (latticini, carni e olio extravergine) arrivano direttamente dall’azienda agricola di proprietà. Che si voglia solo stuzzicare qualcosa oppure di fare una cena vera e propria, la proposta si articola tra carpacci, bruschette, crostoni e bei taglieri di salumi e formaggi accanto a qualche piatto del giorno preparato espresso dalla cucina. E poi macedonie, yogurt artigianali e dolci homemade.

Charlie – via Flaminia Vecchia, 450 – www.ilovecharlie.it

Tordomatto

Non più una novità del quartiere, il Tordomatto di Adriano Baldassarre, ma si conferma una delle tavole più interessanti della zona, per la quale vale fare qualche minuto in più di macchina dal Foro Italico. La sua cucina è sempre più centrata e convincente. Merito di un bagaglio professionale che unisce tradizione italiana, suggestioni internazionali acquisite in anni di lavoro all’estero, tecnica sicura ma mai ostentata. Il risultato è una linea personale, riconoscibile, golosa e piacevole. Il menu cambia spesso: immancabile la polpetta di coda alla vaccinara e sedano, classico dello chef; notevoli i ravioli broccoli, arzilla e topinambur, tra memoria e avanguardia; straordinario il piccione con foglie, funghi e sugo di cottura. Tra i dessert, da provare “bocce e pallino, fondente passione”, divertente quanto buono. Carta dei vini interessante e fresca. Tre degustazione (ConFusione, IspirAzione, TraDizione), volendo con abbinamento al calice.

Tordomatto – P. Giannone, 24 – www.tordomattoroma.com

Zia Rilla

Concepito e arredato come se fosse una stanza di casa, meno di dieci tavolini, un bancone, le credenze e gli scaffali con i bicchieri. Si compra e si mangia, ma il cuore dell’offerta è la pasta fresca, con uovo o solo acqua e farina, mattarello e olio di gomito, proprio come facevano nonne e zie. Tagliatelle, tortellini, ravioli e fettuccine, in vendita o da gustare subito, a pranzo o a cena, in piatti genuini e caserecci (al ragù, pure bianco o di pesce, oppure ravioli ricotta e spinaci), scritti in lavagna in un menu che cambia ogni giorno. Aperto dalle 10 del mattino per la colazione a base di dolci, ovviamente, fatti in casa.

Zia Rilla – via Famagosta, 18 – 06 94890418

Pizzarium

Ormai è una meta imprescindibile per chi è in visita a Roma. E non a torto, poiché qui le creazioni di Gabriele Bonci superano i canoni di ciò che siamo abituati a definire pizza, nello specifico quella in teglia alla romana. Croccante al punto giusto e allo stesso tempo morbida, con alveolature perfette. Che qui si arricchiscono di farciture pazzesche, frutto di una selezione di ingredienti provenienti da contadini e artigiani che fanno un lavoro prima di tutto etico. Le proposte cambiano spesso, ma se vi capita assaggiate la versione con il vitello tonnato, la asparagi e uova, quella con i totani al pomodoro e la tagliata di vacca di razza Piemontese, pesto di pomodorini e origano. Ma sono una garanzia pure le proposte più semplici, come patate e mozzarella o la Puttanesca con pomodoro, sarde, capperi, olive o la tonno e cipolla (a volte impreziosita con i carciofini). Da provare infine i fritti, dai supplì canonici alle varianti sul tema.

Pizzarium – via della Meloria, 43 – www.bonci.it

Achilli Caffè

Il nuovo corso di Settembrini nasce con la gestione della famiglia Achilli – Tagliaferri della longeva (mezzo secolo di vita!) insegna Achilli al Parlamento. Il caffè al civico 21 di via Settembrini registra una nuova partenza con una proposta improntata alla qualità in ogni settore: pasticceria, cornetteria, gastronomia e cucina. Ed enoteca che, come era prevedibile, che conquista e conquisterà più spazio nel locale di Prati. Il tutto da accompagnare a una proposta modulabile, dalle tartine (altro marchio di fabbrica di Achilli) a qualche piatto del giorno (con la supervisione di Massimo Viglietti). Con, in più, anche una proposta curata di cockatil.

Settembrini Cafè – via Settembrini, 21 – www.viasettembrini.com

Ercoli 1928

Le specialità gastronomiche – caviale in primis – sono da sempre il cuore del locale, ma negli ultimi anni, complice un cambio di gestione, si è aggiunta una proposta di gastronomia sempre più articolata. Gastronomia, prodotti da comporre e abbinare, fino ad arrivare alla cucina che, grazie all’arsenale alimentare presente, può proporre piatti che in primo luogo tendono ad esaltare la qualità delle materie prime. Servizio attento e cortese.

Ercoli 1928 – via Montello, 22 – www.ercoli1928.com

Acciuga

Compie un anno la creatura di Federico Delmonte, che da Fano ha portato nella Capitale il ricordo di piade, brodetto e passatelli tirati a mano (al sugo di murici, tra i piatti più richiesti). La carta si smarca in una proposta agile, tutta concentrata sul prodotto (per lo più pesce, ma non solo), semplice e lineare che varia seguendo il mercato. L’acciuga c’è sempre, in diverse versioni durante l’anno, e affianca creazioni già note (come la bella capasanta cocco, cipolla e lime) e novità. Il barbecue è protagonista nei secondi, come per lo sgombro o il baccalà. Due menu degustazione (4 e 8 portate), mentre a pranzo c’è un’opzione superslim che segue il mercato. Cantina misurata ma fatta di scelte argute.

Acciuga – via Vodice, 25a – www.acciugaroma.it

 

 

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