Strada del Vino dell’Alto Adige. Dove mangiare e dove andare

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Strada del Vino dell’Alto Adige. Dove mangiare e dove andare

La strada de vino dell'alto adigeLa strada de vino dell'alto adige

16 comuni, 70 cantine: la strada del vino dell’Alto Adige si spinge per 150 chilometri – ma poco più di 40 in linea d’aria – tra Nalles e Salorno. Un’area che conta oltre 4 mila ettari di vigneti tra i 200 e i 1000 metri di quota su terreni di diversa natura, irradiati per 10 mesi l’anno dal sole. Siamo in una delle grandi regioni vitivinicole, con una tradizione che precede l’arrivo degli antichi romani, meta di enoturismo e di viaggi in bicicletta, complici clima piacevole, dolci pendii e vette decise, borghi suggestivi, gastronomia eccellente. Quella locale, tutta salumi, pani di qualità, prodotti della terra; perfetti per accompagnare i vini locali, nati a partire da vitigni autoctoni (tipici di questa zona lagrein, gewürztraminer e vernatsch o schiava) e internazionali. Non è solo del vino che vogliamo parlarvi oggi, ma delle mete interessanti per chi si fosse messo in viaggio nell’area di Bolzano. Seguiamo il percorso della Strada da nord a sud, con una miniguida del meglio della gastronomia locale.

Un'immagine di Nalles sulla strada del vino dell'alto adige
Nalles. Foto: https://www.suedtiroler-weinstrasse.it

In viaggio lungo la strada del vino dell’Alto Adige. Da Nalles a Terlano

Si parte da Nalles, il paese delle rose nel cuore della Valle dell’Adige, un borgo circondato da vigneti, alberi di mele e castelli, e si procede verso sud. La prima tappa è Andriano, centro abitato di epoca romana, dove a fine ‘800 è nata la più antica cantina sociale di questa zona, qui – come in tutta la valle – i percorsi immersi nella natura sono meta di escursionisti e cicloturisti (a un passo c’è la ciclabile della Val d’Adige, che fa parte del percorso Via Claudia Augusta). Terlano, nella parte orientale della Val d’Adige, è uno dei uno grandi nomi del vino, e non solo da queste parti; con la cantina omonima datata 1893. Ma non c’è solo vino: siamo nel triangolo degli asparagi, insieme alle mele una delle coltivazioni più rilevati della zona. Il campanile in porfido rosso della chiesa parrocchiale, tra i più alti dell’Alto Adige, e i castelli circostanti consentono una vista panoramica sui campi coltivati.

un dolce della pasticceria Acherer
Pasticceria Acherer

Soste gourmet. Cosa comprare e dove mangiare in Alto Adige. Bolzano e Appiano

Bolzano, capoluogo di provincia, con il suo mercato delle Erbe (fermatevi al banco 11 per ostriche, tapas e bollicine, al 36 per lo speck artigianale di Karl Peer, per il pane andate da Bozner Brot, per i wurstel artigianali da Sonia Ebner) è poco distante. È qui, nella zona pedonale vicina a piazza Walther (dominata dallo Stadt Hotel Città e del suo bellissimo bar dall’atmosfera mitteleuropea), che Andreas Acherer ha portato, da qualche anno, la sua pasticceria: biscotti, dolci tipici, torte, praline e tavolette di cioccolato, da accompagnare a caffè o infusi da gustare ai tavoli del dehors. È tra i nomi più importanti dell’arte dolce italiana, Due Torte nella nostra guida Pasticceri & Pasticcerie. Per il pane e i prodotti da forno soprattutto locali (ma non solo) c’è invece Franziskaner, a due passi dal vecchio convento dei francescani. La scena ristorativa più gourmet e cosmopolita è dominata da Claudio Melis che si divide tra le cucine di In Viaggio e Zur Kaiserkron, mentre chi cerca atmosfere e sapori locali, con tanto di stube, va alla storica Löwengrube, la più antica osteria della città con una cantina di grande spessore.

Un piatto dell'osteria aquarol
Osteria Aquarol

Un’altra tappa fondamentale è Appiano, luogo del vino (941 gli ettari coltivati a vite, 25 cantine, 3 distillerie) che include diverse località e altitudini. Zona di vigneti, frutteti, castelli, testimonianze archeologiche e gioielli naturali protetti. Per lo shopping goloso c’è Plazotta, forno aperto sin dal 1907 che sforna pani della tradizione atesina (di segale, bretzel, schuttelbrot) ma anche prodotti più contemporanei e di altre tradizioni, come filoni, ciabatte, focacce e pizzette. Per il caffè e tutto quel che gira intorno (dal cioccolato ai lieviti, dalle torte al gelato alle proposte salate) invece il punto di riferimento è Café Caramel (che ha una sede anche a San Michele). Ci si muove tra nuove insegne e indirizzi storici per quanto riguarda la tavola. Da una parte Osteria Acquarol, appena un anno di vita e una progressione costante, merito dello chef Alessandro Bellingeri, grandi esperienze accanto ai “grandi” e una bella sensibilità nel trattare sapori eterogenei. Ultratrentennale invece Zur Rose di Herbert Hintner e sua moglie Margot, a buon titolo considerato il fondatore della grande cucina moderna altoatesina, tutta stagionalità, materia prima, tradizioni ed evoluzione.

Un'immagine di Caldaro sulla strada del vino dell'alto adige
Caldaro. Foto: https://www.suedtiroler-weinstrasse.it

In viaggio lungo la strada del vino dell’Alto Adige. Da Vadena a Bronzolo

Continuando la discesa verso sud si incontra Vadena, dove si trova il centro di ricerca e sperimentazione agraria e forestale Laimburg (Castel Varco), che ospita la famosa e suggestiva cantina nella roccia (Felsenkeller) che custodisce i vini delle regioni vinicole più importanti al mondo, grazie alla temperatura costante e naturale. A Caldaro c’è il lago balneabile più grande e caldo delle Alpi, e intorno 756 ettari di viti, proseguendo ancora si giunge a Bronzolo, patria di vitigni a bacca rossa che ospita la bella chiesa tardo-gotica e la via Nazionale, probabilmente una parte dell’antica Via Claudia Augusta romana.

Un piatto della taberna Romani
Taberna Romani

Soste gourmet. Cosa comprare e dove mangiare in Alto Adige. Termeno

Cipressi, ulivi, limoni, fichi. E poi vigneti, ovviamente. La fama di Termeno è strettamente legata a quella del Gewürztraminer (Tramin è il nome locale della cittadina). Il paese è un gioiellino che mescola vecchio e nuovo: case colorate, palazzi storici, cantine, distillerie, edifici caratteristici e architettura moderna. E dal vicino Monte Roen (2.113 m), si gode uno straordinario panorama sui monti del Trentino-Alto Adige, dal gruppo Ortles-Cevedale alle Dolomiti. Un ristoro perfetto dopo le escursioni a piedi o in bicicletta, lo offre la Taberna Romani, un’insegna solida, lineare, che punta tutto sulle grandi materie prime elaborate con cura secondo tradizione, con qualche tocco di concreta originalità.

Un'immagine di Cortaccia sulla strada del vino dell'alto adige
Cortaccia. Foto: https://www.suedtiroler-weinstrasse.it

In viaggio lungo la strada del vino dell’Alto Adige. Da Ora a Cortina

Continuando il cammino si arriva a Ora, nella Bassa Atesina, un delizioso borgo agricolo con muri in pietra, alberi, fiori e percorsi ciclabili che la collegano ad altri centri della zona. Pochi minuti di viaggio e si incontrano, uno dietro l’altro, altri centri vitivinicoli, tutti disseminati di cantine. Montagna, la città del Pinot Nero, circondata dal Parco Naturale Monte Corno conserva reperti di epoca romana, mentre Egna è un borgo medievale tutto portici, vicoli e strade lastricate, cortili e palazzi signorili. Visitando Cortaccia ci si spinge a scoprire i suoi masi e i ripidi vigneti che la circondano, marcando il territorio. A Magrè è ancora presente e attivo un vitigno piantato nel 1601, patrimonio storico e agricolo di questa cittadina dominata da facciate affrescate, edifici signorili, stradine e fontane, dettagli barocchi e gotici; sul suo territorio c’è anche il vigneto di Müller-Thurgau più in quota in Europa. Cortina – la piccola Venezia dalla bella piazza lastricata – è il più piccolo comune della Bassa Atesina, un paese in cui le viti rampicanti abbracciano le facciate delle case, in onore a una tradizione che vuole si piantino alla nascita del primo figlio, al passaggio di proprietà del maso o alla sua costruzione.

un'immagine di Loris Ferrari della Macelleria Magnani davanti ai suoi speck

Soste gourmet. Cosa comprare e dove mangiare in Alto Adige. Salorno

L’ultima tappa è Salorno, porta a sud della provincia di Bolzano e ponte tra Trentino e Alto Adige, dove la Chiusa di Salorno (Salurner Klause) definisce un confine naturale tra la Bassa Atesina e la Piana Rotaliana e il territorio di lingua germanica e quello di lingua italiana. Il paese dagli edifici barocchi e rinascimentali, le facciate e i portoni ornati, è circondato da vigneti e frutteti e dominato dal Castel Haderburg, il castello di Salorno, del XIII secolo.

Qui c’è un’altra tappa per gli acquisti gastronomici: la Macelleria Magnani. Il regno di Loris Ferrari, classe ’75, una vocazione emersa da ragazzino, quando a 14 anni si avvicina per caso alla macelleria di Natale Magnani a Salorno, che a quei tempi era già un’istituzione – “è passione ereditaria, coltivata, trasmessa” dice – Magnani lo fa crescere e lo sceglie come successore nel 2011. “Da mio padre ho imparato il valore del lavoro duro e dell’onesta?, da Natale Magnani la passione per la norcineria. Di mio, ci metto la ricerca continua”. Nella primavera 2019 ha aperto una nuova sede in centro, sempre seguendo la sua idea: “nel tempo scoprii che lavorando potevo contribuire alla bellezza e alla generosità? del mondo, stuzzicare la mia fantasia e quella altrui con sempre nuove prelibatezze e, divenuto imprenditore, continuare a migliorare l’attività?”.

Siamo in una regione in cui c’è una grandissima tradizione norcina, ma intanto nascono prodotti nuovi, frutto di un lavoro costante e di un‘appassionata ricerca: “la carne diventa un mondo immenso fra spezie ricercate e aromi naturali, allevamenti da visitare e selezionare, genuinità da valorizzare, tagli di carne da conoscere, metodi e tempi tradizionali integrati cin la modernità” spiega e aggiunge: “ogni evoluzione e? fatta di osservazione, ascolto, prove, confronti, mantenimento di ciò? che vale e aperture alle novità?”. I signature oggi sono il Prosciutto di Pasqua Magnani conosciuto come Prosciutto Magnani, cotto a lungo in forno, raffreddato ad arte e lasciato riposare – la ricetta è segreta, ma si riconosce dal sapore delicato, affumicato con faggio e ginepro – e lo Speck Riserva, dolce come non ci si aspetta da uno speck, affumicato con faggio e ginepro: una lavorazione che parte dalla scelta di cosce pesanti di maiali fatti ingrassare con calma e cura, e finisce con un lento riposo di 12 mesi nella Selchkuchl, il tradizionale affumicatoio del maso Burgstaller del 1500. Un tempo indispensabile per normalizzarsi e portare parti grasse e magre a bilanciarsi a vicenda.

Ma qui ci si viene anche per gli insaccati e le carni (beef aged incluso), i formaggi selezionati del maestro affinatore Hansi Baumgartner e di Graziano Lozer del Maso Fior di Bosco in Val Floriana, i prodotti tipici e i vini dei più bravi produttori della zona – quelli incontrati lungo la strada appena percorsa – e tanti altri prodotti tipici della produzione di qualità locale.

Un bottino prezioso per chi vuole portare a casa i sapori di questa terra, attraversata da nord a sud lungo la strada del vino dell’Alto Adige.

Indirizzi

Stadtcafé – Bolzano/Bozen (BZ) – piazza Walther, 21 – 0471 975221 – www.hotelcitta.info

Franziskaner – Bolzano/Bozen (BZ) – via dei Francescani, 3 – 0471 976443 – www.franziskanerbaeckerei.it

In Viaggio – Claudio Melis Ristorante – Bolzano/Bozen (BZ) – via Piave, 15 – 0471 1684878 – www.inviaggioristorante.com

Zur Kaiserkron – Bolzano/Bozen (BZ) – piazza della Mostra, 1 – 0471 980214 – www.zurkaiserkron.com

Löwengrube – piazza della Dogana, 3 – 0471 970032 – www.loewengrube.it

Plazotta – Appiano/ San Michele – via J. Hinnerhofer, 44 – 0471 664015- www.plazotta.it

Café Caramel – Appiano/Eppan (BZ)- via Cappuccini, 13 – 0471 664600

Osteria Acquarol – Appiano – San Michele – via Plazer, 10 – 0471 1652112 – www.acquarol.it

Zur Rose – Appiano/Eppan (BZ) – San Michele – via J. Innerhofer, 2 – 0471 662249 – www.zur-rose.com

Taberna Romani – Termeno/Tramin (BZ) – via A. Hofer, 23 – 0471 860010 – www.ansitzromani.com

Macelleria Magnani – Salorno (BZ) – Piazza Cesare Battisti 9 – 0471 884536 – www.macelleriamagnani.com

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