Tracciabilità e blockchain nella filiera alimentare, ABC

Tracciabilità e blockchain nella filiera alimentare, ABC

La rintracciabilità delle filiere di alimenti e mangimi – a una dozzina d’anni dall’introduzione in Europa di un obbligo generalizzato ‘from farm to fork’ (1) – torna ad essere attuale. Grazie all’introduzione della blockchain, che potrebbe venire applicata anche nei citati settori. (2) I colossi globali di consulenza e IT già teorizzano giga-progetti, le startup innovative studiano lavori di cesello. L’ABC, con una breve indagine di mercato.

Rintracciabilità e tracciabilità, l’ABC. Concetti, prescrizioni e opportunità

La rintracciabilità prescritta in termini generali su alimenti e mangimi consiste semplicemente nel registrare le forniture a monte e le consegne a valle da parte di ciascun operatore della filiera, il quale deve mettere le relative notizie a disposizione delle autorità di controllo che ne facciano richiesta. ‘One step back, one step beyond’. In una logica di ‘rintracciabilità a catena’, secondo cui ogni anello della ‘supply-chain’ deve permettere di risalire a quello precedente e a quello successivo.

La tracciabilità esprime l’idea di un sistema di registrazioni più avanzato, con geometria variabile, lungo tre direttrici:

– raccolta di maggiori notizie sulle merci in ingresso e in uscita (fino ai codici EAN e i file Immagino di GS1-Italy) da ciascun impianto,

rintracciabilità interna, vale a dire ricostruzione del percorso seguito dai singoli lotti di materiali all’interno dello stabilimento (es. materia prima – semilavorato – prodotto finale),

– registrazione dell’intero percorso di ogni derrata, dalla produzione agricola primaria fino alla distribuzione finale (es. bovino – mezzena – tagli – prodotti finali). Nella logica di ‘rintracciabilità a passaporto’.

Le regole cogenti applicabili a singoli settori (es. biologico, DOP e IGP, vini a indicazione geografica protetta) o filiere (es. zootecnia bovina e altre) prescrivono vari livelli di tracciabilità. Così come diversi standard e schemi di certificazione volontari. (3)

Investire sulla tracciabilità di flussi materiali e controlli, nell’intero corso della ‘supply-chain’, ha diversi significati:

– garantire il rispetto delle norme cogenti, e di quelle volontarie eventualmente applicate,

– mitigare i costi di eventuali gestioni di crisi legate alla sicurezza dei prodotti, (4)

– ottimizzare la gestione dei processi, misurando le rese e gli sprechi,

– qualificare l’organizzazione presso le autorità di controllo, le quali devono attribuire un rating a ogni operatore registrato,

– qualificarsi presso altre autorità di controllo (di Paesi terzi, ai fini delle autorizzazioni e/o degli audit in vista dell’export) e le grandi catene distributive,

– valorizzare l’integrità di filiera e così i prodotti che ne derivano. Nell’ottica di consolidare il valore sul territorio e la fiducia sia dei partner commerciali, sia dei consumatori finali. Nella misura in cui si riesca a comunicare tali valori con efficacia, utilizzando come veicolo d’informazione le singole unità di vendita (mediante QR-code, es. IdentikEat)

Tracciabilità e blockchain, possibili sinergie

Alcuni concetti di base possono aiutare a comprendere il significato e il funzionamento della blockchain. Al fine di considerare il suo possibile impiego, a supporto della tracciabilità, nella filiera agroalimentare.

Cos’è la BlockchainIn essenza, si tratta di un registro distribuito. Un registro – più esattamente un database, nel quale è impossibile cancellare le informazioni inserite – distribuito in quanto i suoi dati sono registrati contemporaneamente in tutte le macchine che lo mantengono attivo. Il sistema fa uso di crittografia, è trasparente e immodificabile. Si basa su una rete in cui le macchine ‘parlano la stessa lingua’ ed è possibile consultare le stesse informazioni da tutte le macchine. Le Blockchain pubbliche (come Bitcoin o Ethereum) permettono di estrarre tutti i dati, senza tuttavia sapere a chi tali dati facciano riferimento. Una o più ‘registrazioni contemporanee’, sulla Blockchain, è chiamata transazione.

Cos’è uno Smart ContractÈ la trasposizione in codice di un contratto. Il codice verifica in automatico l’avverarsi delle condizioni definite nel contratto (mediante controllo delle informazioni inserite) e si autoesegue quando i dati riferiti alle situazioni reali corrispondono a quelli riferiti alle condizioni e alle clausole concordate. Gli Smart Contract che utilizzano Blockchain pubbliche (es. Ethereum) prevedono il pagamento di un chip per ogni transazione.

A cosa serve la BlockchainL’obiettivo primario è garantire oltre ogni ragionevole sospetto – grazie a un sistema trasparente e virtualmente incorruttibile – l’affidabilità dei dati inseriti nel database. Si può così decidere di tracciare indelebilmente l’intero corso di una filiera. E offrirne la rappresentazione completa – sia pure decodificata e semplificata – ai partner, le autorità, i consumatori.

Rimane da chiedersi se l’esercizio di stile 4.0 sia davvero in grado di aggiungere valore a quelle filiere di per sé brevi, integrate sul territorio e già provviste di sistemi di tracciabilità pacificamente riconosciuti in quanto affidabili (al di là di eventuali rischi di frodi alimentari). Bisogna quindi verificare i costi, la qualità dei dati inseriti nel database (autocertificazioni e/o dati automatizzati, es. IoT), la disponibilità del mercato a favorire il ritorno sugli investimenti.(5)

Blockchain nella filiera alimentare, alcune proposte sul mercato italiano

I colossi globali della consulenza sono i primi a farsi avanti in Italia. PricewaterhouseCoopers,PwCpresente in 158 Paesi, US$ 41,3 miliardi di fatturato.(6)Ed Ernst & Young, EY, in150 Paesi‘circa’, US$ 34,8 miliardi di fatturato. (7) Due delle ‘Big 4’, i quattro leader planetari (assieme a Deloitte e KPMG) nella fornitura di servizi professionali su audit e revisioni di bilancio, gestione finanza, fisco e leggi, assicurazioni.

1) Il progetto ‘Food Trust’ di PwC viene presentato attraverso le parole-chiave Fiducia, Identità Digitale, Visibilità, Trasparenza, Co-operazione. La piattaforma IoT di Pwc, ‘Value-Go’, è fornita dalla Penelope S.p.a. di Napoli, nota per collaborazioni con Barilla e altri grandi operatori.La tecnologia IoT utilizza i dispositivi collegati in rete per registrare su internet le informazioni che provengono dalla filiera, le quali sono raccolte su un sistema centrale(tecnologia cloudImmagino) e mostrate al cliente finale. Il codice identificativo univoco è registrato su ‘etichette parlantitramite tag RFID.(9) Il sistemasi presta a tracciare prodotti non lavorati, come pure al tracciamento univoco dei prodotti finiti (es. progetto su mozzarelle campane).

L’offerta di PwC e Penelope S.p.a. ha il vantaggio di fare largo uso di dispositivi collegati direttamente con la filiera produttivaSembra essenzialmente rivolto ai produttori industrialiquale strumento di marketing rivolto al consumatore. Non risponde però a una logica end to end’ se non prevede l’intervento di altri operatori, a monte e a valle della filiera. Non è poi chiaro se i dati siano registrati su Blockchain, né se alcuni dei progetti presentati (esempio http://scoprilafiliera.farfalle.barilla.it/siano effettivamente attivi.

2) La Wine Blockchain’ di EY viene presentata come il primo progetto al mondo dedicato alla tracciabilità su Blockchain dell’intera filiera del vino, con peculiare attenzione a quelli provvisti di certificazioni volontarie regolate per legge (indicazioni geografiche, bio). Il database – immodificabile (come è proprio di questo sistema) e pubblico– raccoglie i dati sull’intero processo, dalle uve alla bottiglia, e la firma digitale del produttore.La tecnologia utilizzata, ‘Smart Agrifood’ della EZLab Srl di Padova, deriva da un progetto di ricerca europeo sviluppato insieme al Politecnico di Milano. Parole chiave Trasparenza delle transazioni, Registro Distribuito (Distributed LedgerTechnology, DLT), Immutabilità dei dati. Le informazioni, che comprendono immagini e testi, sono registrati sulla Blockchain pubblica di Ethereum e possono venire consultati tramite un QR code che collega a una URL. (9)

L’offerta di EY EZLab Srl ha il vantaggio di utilizzare la Blockchain per registrare i dati relativi all’intero processo, che comprendono i trattamenti su suoli e piante. Risulta perciò indicata ai produttori che lavorano in ottica di KM0 e i produttori che agiscono su tutta la filiera. EZLab lavora altresì a una piattaforma, ‘AgriOpenData, che può venire applicata ad altre filiere agroalimentari, comprende notizie relative alla sostenibilità dei processi e offre la possibilità di interagire con i consumatori per raccogliere spunti sulle loro localizzazioni, preferenze, social network favoriti. Non è chiaro, d’altra parte, come i dati vengano inseriti (autocertificazioni e/o IoT?). L’utilizzo di Ethereum è poi a pagamento, laddove ogni transazione ha un costo in Ether (la moneta digitale su cui gira e si alimenta la piattaforma)

3) La CyberSecurity Srl di Bari, ITC specializzata in sicurezza informatica e sviluppo software, ha a sua volta dedicato ampie risorse allo sviluppo di soluzioni-prototipo per implementare piattaforme di tracciabilità, mediante dispositivi IoT, in diversi settori dell’agroalimentare. I primi lavori hanno interessato le supply-chain di latte, grano e carni. CyberSecurity Srl focalizza l’attenzione sulla produzione agricola primaria e l’impiego di tecnologie IoT integrate alle macchine, per la registrazione automatica e immodificabile di una serie di attività (es. trebbiatrici con sensori di geo-localizzazione e bilance di pesatura per il grano). Con l’idea di trasferire i dati sia ai consumatori finali, sia agli operatori a valle. I progetti devono comunque venire cuciti su misura, per mettere a punto gli strumenti più idonei (es. inserimento e convalida manuale, estrazione dati da altre tecnologie o sistemi basati su DLT) a inserire dati nelle fasi di processo non coperte da dispositivi IoT.

L’offerta di CyberSecurity Srl si caratterizza per l’approccio sartoriale, in relazione diretta con chi realizza soluzioni per la tracciabilità basate su Blockchain, progettando e implementando i dispositivi (IoT) o collegando i dispositivi (es. macchine di laboratorio analisi). Si rivolge quindi a industrie di medie dimensioni che intendano realizzare un sistema su misura delle esigenze individuate, le quali potrebbero anche evolvere nel corso degli anni. Nella prospettiva, tra l’altro, di poter aggiornare il sistema senza restare vincolati a un progetto predefinito ‘dall’alto’ e inevitabilmente più rigido.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. CE 178/02, c.d. General Food Law, articolo 18 (in applicazione dall’1.1.05)

(2) Per un’introduzione al tema della blockchain nel settore alimentare, si richiama il precedente articolohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/blockchain-alimentare

(3) Per un’analisi di dettaglio dei requisiti di tracciabilità previsti da normative generali e di settore, standard internazionali e schemi privati di certificazione, si veda l’ebook gratuito ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo

(4) Ai sensi del reg. CE 178/02, articoli 14 e 15, si presume a rischio – salvo prova contraria – l’intero lotto, partita o consegna a cui appartiene il prodotto non conforme si requisiti di sicurezza alimentareo comunque non idoneo al consumo umano. Disporre di un sistema di tracciabilità avanzato ed efficiente significa poter risalire in tempi più rapidi all’origine del problema, segregare le singole unità o lotti a rischio, identificare in modo quanto possibile preciso il loro bacino di distribuzione, ridurre i costi di ritiro commerciale e/o richiamo pubblico (prescritti dai successivi articoli 19 e 20 del citato regolamento)

(5) IoT, Internet of Things  è un sistema di dispositivi informatici interconnessi. Macchine meccaniche e digitali, oggetti, animali o persone dotati di identificatori univoci (UniqueIdentifiers,UIDs)collegati in modo da trasferire dati su una rete,senza richiedere l’interazione uomo-uomo o uomo-macchina

(6) Fonte PwC

(7Fonte EY, https://www.ey.com/en_gl/news/2018/09/ey-reports-record-global-revenues-of-us-dollar-34-8b-in-2018

(8) RFID (Radio Frequency Identificationè una forma di comunicazione wireless che incorpora l’uso di un accoppiamento elettromagnetico o elettrostatico su un dispositivo (taga radiofrequenza che identifica univocamente un oggetto, un animale o una persona. La sua applicazione nella filiera alimentare è stata finora limitata a pochi prodotti nel segmento ‘luxury’, in ragione dei costi dei singoli tag

(9) Un QR code (acronimo di Quick Reading) è un codice a barre che contiene una matrice di punti. Può venire facilmente scansionato con uno scanner QR o uno smartphone dotato di fotocamera, che in genere apre un URL nel browser web del telefono

Source: Tracciabilità e blockchain nella filiera alimentare, ABC

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