Valerio Braschi: da Masterchef al suo primo ristorante a Roma passando per l’India

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Valerio Braschi: da Masterchef al suo primo ristorante a Roma passando per l’India

ristratto di Valerio Braschi foto di Alberto Blasettiristratto di Valerio Braschi foto di Alberto Blasetti

Quando vinci Masterchef appena maggiorenne tutto sembra in discesa. Eppure non è proprio così: “Quando esci da quel programma agli occhi di tutti sei un praticamente un raccomandato” racconta Valerio Braschi (vincitore nel 2017) che spiega “allora la tua fatica è doppia, perché devi dimostrare doppiamente che sei bravo per far cambiare idea alle persone”. La notorietà, però è innegabile ed è un vantaggio che bisogna saper gestire, ce lo aveva raccontato già all’indomani della vittoria, quando gli dedicammo una copertina del mensile. Innsomma, Masterchef: “mi ha dato una spinta, certo. Tutti tendono a dire che dopo Masterchef sei parato, cosa che in un certo senso è vera perché puoi andare a lavorare in tutte le cucine che vuoi. Per evitare aiuti o altro invece ho cominciato da zero”. Tra la fine delle riprese e la fine della messa in onda, infatti, è venuto a Roma dalla sua Sant’Arcangelo, per lavorare. Dove? “Ho fatto il commis in un albergo 3 stelle, un hotel molto grande. È stato un inizio importante per vedere come si stava in cucina e come si gestivano grandi numeri” spiega, aggiungendo: “mi piace Roma, e mi è piaciuta l’offerta, così ho accettato”.

Valerio Braschi: il prima Masterchef

Del resto per Braschi, fino all’esperienza televisiva, la cucina era poco più che una passione: era ancora al liceo (scientifico) durante le riprese, tanto che ha dovuto interrompere gli studi per prendere parte alla trasmissione. La cucina era una pratica tutta casalinga: “tagliavo chili di verdure per cena o preparavo gli ingredienti per mio fratello che faceva i dolci in casa”: Dopo la tv ha ripreso gli studi, ma cambiando indirizzo. A quel punto l’alberghiero è stata la scelta più naturale “ma da privatista, perché lavorando non potevo frequentare sempre”.

…e il dopo Masterchef

Dopo l’esperienza nell’albergo è partita la giostra del dopo Masterchef “Ho cominciato a girare per tantissimi eventi (anche alla Città del Gusto, ndr) e serate tra cui una delle più belle esperienze della mia vita, a Nuova Delhi, dove fui l’ambasciatore della cucina italiana in India durante la Settimana della Cucina Italiana del mondo” racconta “pensa che l’anno prima al mio posto ci fu Viviana Varese e l’anno dopo Carlo Cracco” dice con orgoglio.

Dopo ci sono i pop up con altri colleghi di Masterchef: “prendiamo per tot giorni un ristorante e lo gestiamo noi, con nostro personale di sala, un nostro menu e così via” continua “Il più bello in assoluto lo facemmo a gennaio a Rotterdam, dove per 7 giorni abbiamo gestito un ristorante all’ultimo piano di un enorme palazzo, con annesso orto sul tetto”. Poi ci sono state le collaborazioni, per esempio quella a Sant’Arcangelo, e le consulenze in giro per l’Italia: “specialmente in Liguria e in Puglia, dove a Noicattaro ho avviato un locale chiamato L’Ardito Birraio per il quale ho gestito menù. È un locale che fa panini e hamburger gourmet di grandissima qualità, utilizzando anche prodotti rari e costosi come il wagyu” Come va ora? “fa grandissimi incassi”.

Valerio Braschi al lavoro in cucina

Valerio Braschi e il suo primo ristorante a Roma

Insomma, due anni intensi: tanto lavoro, tanti viaggi, tante esperienze per esplorare nuovi gusti e sapori “voglio riportare ciò che ho imparato nella mia cucina”. E la sua cucina pare in dirittura d’arrivo. La data precisa ancora non c’è, ma si parla di novembre. Quando aprirà il suo primo locale da chef e comproprietario. Tutto è riservatissimo: il nome, il quartiere, il partner che per ora vuole rimanere anonimo – si sa solo che è un veterano del mondo della ristorazione, con diverse attività all’attivo. Non a Milano come si era ventilato in un primo tempo: “ho scelto Roma perché il progetto mi piace di più e posso esprimermi a pieno”. Nella capitale, dove c’è anche uno dei suoi mentori, Igles Corelli “andrò da Mercerie a mangiare, quello è sicuro”.

La coordinate sono, per ora, poche ma chiare: pochi coperti, 20 al massimo “in una bella zona di Roma, ma non in pieno centro storico”, apertura a pranzo e a cena, con una proposta fine dining, Si concentra a raccontare delle materie prime: “cercheremo di dare prodotti di qualità altissima lavorati nel modo migliore” e aggiunge “prodotti che in primis mi suscitano emozioni e ricordi”. Un esempio? “Userò la pasta Granoro, mio sponsor da anni con il quale lavoro benissimo, e che adoro personalmente, perché da piccolino andavo in Puglia con la famiglia. Sono andato anche a Corato dove scoprii questa pasta che poi comprai in quantità da portarmi a casa”. Non è l’unico produttore che accompagna Braschi, per esempio c’è l’olandese PlanktonHolland “che produce ottimo plancton marino”, uno degli ingredienti feticcio di Braschi, per cui si è fatto notare, insieme al wagyu “lo userò… Non è una novità che amo il wagyu, ma userò solo le parti meno usuali come stomaco, lingua, grasso, coda. All’apparenza sembrano parti difficili ma se sei bravo riesci davvero a renderle uniche”.

Ma ci saranno anche piatti nati nella sfida televisiva? “Non rinnego il programma che ho fatto. Masterchef è un ricordo bellissimo e sicuramente qualche piatto che feci lo riproporrò, con le giuste modifiche ovviamente”.

 

a cura di Antonella De Santis

foto Alberto Blasetti

 

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