Vini di Predappio. Antiche vigne di Sangiovese nelle terre di Mussolini

The short URL of the present article is: https://myspecialfood.com/LrK4i

Vini di Predappio. Antiche vigne di Sangiovese nelle terre di Mussolini

Predappio - Stefano BertiPredappio - Stefano Berti

Se provi a cercare immagini di Predappio in rete non è che ti compaia subito una bottiglia di vino… C’è da immaginarselo. E anche per imbatterti nei torrioni della sua rocca, che sprezzante del tempo persevera nel dominare il borgo antico, devi scrollare un bel po’. Eppure sono due delle immagini che più identificano questo posto; accanto ai profili delle architetture littorie, certo, nella città nuova, per primi quelli dell’imponente Casa del Fascio che avrebbe proprio bisogno di una sistemata.

La vita scorre più veloce là in basso, adesso, tra le case volute da Benito Mussolini in quella che un tempo era la piccola frazione di Dovia, dove nacque e dove all’epoca si poteva costruire al sicuro dalla franosità della vecchia originaria Predappio. Ma è in alto, sulle pendici dei colli schermati dall’Appennino, solcati dalle vecchie miniere di zolfo in cui oggi stagiona un formaggio assai tipico, che affondano le radici della storia e quelle del Sangiovese più identitario, così vicino e così distante dai più prolifici fratelli della piana romagnola. Nel numero di giugno del Gambero Rosso siamo andati alla scoperta di questo territorio, che riserva molte sorprese enogastronomiche.

Predappio vino - Noelia Ricci - foto di Valery Rizzo
Noelia Ricci – foto di Valery Rizzo

Predappio. I colli del vino e del formaggio

La Prè, stando al dialetto del posto, è questo piccolo borgo medioevale a 247 metri di altitudine e a circa 20 km dal capoluogo Forlì. “Predappio vecchia”, si direbbe. Già gli Statuti Comunali del 1383 raccontano una regolamentazione delle uve coltivate attorno al castello, su terreni calcarei, ciottolosi, ricchi di zolfo. Per un vino che di gran lunga spiccava sulle produzioni locali, ora divise nelle dodici sottozone del Sangiovese Romagna Doc.

Predappio vino - Noelia Ricci - foto di Valery Rizzo
Noelia Ricci – foto di Valery Rizzo

Fattoria Nicolucci a Predappio

E passano appena cinquecento anni per trovare la Fattoria Nicolucci quale custode di quel patrimonio, con le ataviche cantine del castello ad accogliere un’evoluzione sempre rispettosa della tradizione: si cammina nella storia, tra i cunicoli del Milleduecento con le grandi botti assemblate sul posto a partire da legni italiani.

Qua metteva la sdraio mio nonno, in estate, per riposarsi al fresco ‒ dice Alessandro, alla quarta generazione di vignaioli ‒ E qua cominciai affiancando mio padre, un romagnolo vecchio stampo con scarsa propensione al dialogo: in vigna come in cantina, era lui a dettare legge”. Amarezza e riconoscenza, riflessione, gesti spicci, un luccicare nello sguardo che pesca molto lontano. “Per un periodo pensai di cambiare vita, ero un abile sommozzatore e potevo sfruttare la dote per tutt’altra professione, ma le radici mi hanno tenuto”.

Predappio vino - Nicolucci

Tra i primi a imbottigliare e etichettare in proprio, mentre la tendenza era di conferire tutto alle cooperative in debordante ascesa, la storia dei Nicolucci si consolidò con interpretazioni di un Sangiovese robusto, austero, “con tannini proibitivi, da vendemmie anticipate e macerazioni sfinenti. I miei consigli non vennero ascoltati finché non fu un consulente esterno, l’enologo Leonardo Conti, a ribadirli a mio padre. Eravamo agli albori dei 2000, vinificammo una cisterna secondo i nostri metodi. Quando assaggiammo, mio babbo esordì con un mugugno. Dal prossimo anno fate voi, ci disse, e in cantina non ha più messo piede”.

I vini acquistano in eleganza, piacevolezza, e oltre ad accompagnare i piatti tipici romagnoli vengono apprezzati fuori regione, e all’estero, dove l’azienda vende ormai il 30% della produzione. “Di certo non mi ha trattenuto qua il miraggio del denaro, ricordo quando partivamo per le tentate vendite a Bologna, a Modena, e tornavamo di notte con il camion ancora pieno. Allo stesso modo, chi puntava alla qualità non accedeva al turismo della riviera, dove regna soltanto la legge del meno caro”. Consapevolezza e coraggio, ancora, come un mantra per emergere. “Le cose cambiano, è vero, ma è anche vero che si è perso troppo tempo, ad esempio nella zonazione. Tuttora è difficile comunicare una distanza tra i nostri Sangiovese e quelli di pianura, coi quali non hanno niente da spartire”.

Predappio vino - Nicolucci

Vino Predappio di Predappio

Sono 10 gli ettari di proprietà, tra i quali spicca la vecchia Vigna del Generale, impiantata da un militare che come amico aveva un lupo, che si vuole ghiotto d’uva. Di certo è goloso il Predappio di Predappio che ne deriva, una Riserva che anno dopo anno riconferma i Tre Bicchieri sulla nostra Guida. “Da molti considerato un Brunello di Romagna”, è figlio di una varietà ad acino piccolo e ha struttura equilibrata, ben sostenuta dal frutto, con ottime potenzialità di invecchiamento. Al suo fianco, il più agile Tre Rocche e il Nero di Predappio, uvaggio tipico con Refosco dal peduncolo rosso, qui noto come Terrano, giusto per segnalare due vini da una batteria di livello, per la quale siamo grati ad Alessandro di non aver ceduto alle sirene degli abissi marini, e di esser rimasto coi piedi sulla terra. La sua, per continuare a lavorarla.

Il tour delle cantine continua nel numero di giugno del Gambero Rosso.

a cura di Emiliano Gucci

QUESTO È NULLA…

Nel numero di giugno del Gambero Rosso, in questi giorni in edicola, trovate il tour completo. Siamo andati nella cantina di Stefano Berti, alla Tenuta Pandolfa di Marco Cirese, a Villa Papiano e nella cantina di Ancanari. Un servizio di 10 pagine che include anche le 10 tavole da non perdere in zona, il bel racconto di Fabio Cavallucci che ripercorre tutti i piatti tipici del territorio, i 10 indirizzi scelti dai vigneron, i migliori vini in zona e le migliori 6 aziende di olio del territorio di Predacchio.

Il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store
Abbonamento qui

Source: Vini di Predappio. Antiche vigne di Sangiovese nelle terre di Mussolini

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.