Vino mondiale, produzione record e scambi in aumento

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Vino mondiale, produzione record e scambi in aumento

Cantina Oliena, vigneto

Produzione mondiale vino in forte rialzo, la superficie mondiale dei vigneti che interrompe il trend di decrescita, consumi stabili e scambi internazionali in aumento sia a volume sia a valore. La congiuntura, presentata a Parigi dal neo direttore generale dell’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino), Pau Roca, scatta una fotografia di un settore che ha subito, e assorbito, nel 2018 gli effetti di un raccolto tra i più scarsi di sempre – quello del 2017 – ma che potrà disporre in questo 2019 di una quantità di prodotto che ha segnato il secondo livello più alto dal 2000.

GRAFICO Evoluzione della produzione mondiale di vini

La produzione

Dopo un’annata (2017) che passerà alla storia per la scarsità dei volumi, il 2018 segna il secondo risultato dal 2000. Le stime Oiv parlano di aumento pari a 45,5 milioni di ettolitri fino a raggiungere i 292,3 milioni di ettolitri (esclusi succhi d’uva e mosti), molto vicino al record dell’annata 2004.

Leader mondiale resta l’Italia con un record di volumi prodotti pari a 54,8 milioni di ettolitri, seguita dalla Francia (49,1mln/hl) e dalla Spagna (44,4 mln/hl), entrambe in crescita. I tre principali Paesi produttori hanno registrato 36 milioni di ettolitri di vino in più in un anno. Tutta l’Europa raggiunge i 181,9 milioni di ettolitri (+28,3%). Nelle Americhe, la situazione è più variegata: gli Stati Uniti incrementano le produzioni di soli 0,5 milioni di ettolitri, mentre contribuiscono al buon risultato del 2018 sia l’Argentina sia il Cile. Il Sud Africa perde il 14,1% a 9,5 milioni di ettolitri. La Cina perde 2,3 mln/hl sul 2017 totalizzando 9,3 mln/hl di vino. Australia in calo del 2,2% a 12,9 mln/hl e Nuova Zelanda stabile a 3 mln/hl.

GRAFICO Evoluzione del vigneto mondiale

Il vigneto mondiale

Il potenziale produttivo viticolo mondiale segna nel 2018 una tenuta rispetto al 2017 e blocca a 7,4 milioni di ettari il trend al ribasso che si registra dal 2014, a causa del calo in Turchia, Iran, Stati Uniti e Portogallo.

Nel complesso, l’Europa vede stabilizzarsi le superfici vitate a 3,3 milioni di ettari, dalla Spagna alla Romania, dalla Germania alla Svizzera. L’Italia, in particolare, conferma la tendenza al recupero del vigneto di circa 5 mila ettari arrivando a quota 706 mila, scrive l’Oiv. Il 2018 è il terzo anno di applicazione del nuovo regolamento sulle autorizzazioni per i nuovi impianti (vedi pagina 4 del Tre Bicchieri). Nel continente asiatico, la Cina rallenta dopo dieci anni di crescita ininterrotta del vigneto e si stabilizza a 875 mila ettari. Nelle Americhe, in calo Stati Uniti, Argentina, Cile, Brasile mentre solo il Messico vede incrementare le superfici (a 34 mila ettari). Prosegue la lenta erosione del vigneto in Sud Africa, mentre in Oceania l’Australia scende a 145 mila ettari, con la Nuova Zelanda stabile a 39 mila ettari.

I consumi

S’interrompe il momento positivo per i consumi di vino a livello globale. Le stime Oiv parlano di 246 milioni di ettolitri, in leggero calo sul 2017, a causa soprattutto di una leggera flessione in Cina e nel Regno Unito, che si contrappone a una stabilizzazione dei livelli nei principali Paesi grandi produttori europei. Il direttore Pau Roca, nella conferenza parigina, ha raccomandato prudenza nell’interpretazione del dato, che è provvisorio, e ha messo in risalto il contributo negativo derivante da un’annata povera come la 2017.

L’andamento dei top consumer

Considerando i singoli Paesi consumatori, la domanda di vino resta alta negli Stati Uniti, leader dal 2011, con un livello pari a 33 milioni di ettolitri e un aumento dell’1,1% sul 2017. Il Sud America vede perdere quote in Argentina (-6,3%) e in Cile (-1,5%) col Brasile stabile a 3,6 mln/hl. Nel continente europeo, Francia (26,8 mln/hl) e Italia (22,4 mln/hl) sono pressoché stabili, così come la Germania (20 mln/hl). Terzo aumento consecutivo per Spagna (10,7 mln/hl) e Portogallo a 5,5 mln/hl. Da segnalare il Regno Unito, stimato in calo del 3,1% a 12,3 mln/hl. A Oriente, in Cina, il consumo è previsto in deciso calo (-6,6%) a 18 mln/hl: si tratta della prima importante battuta d’arresto dopo il grande sviluppo osservato dagli anni 2000 in avanti. Il Sud Africa scende a 4,3 mln/hl mentre si prevede un balzo in avanti per l’Australia (+6,1% a 6,3 mln/hl) con la Nuova Zelanda che è stabile a 0,9 mln/hl.

GRAFICO Evoluzione del commercio mondiale

Gli scambi

Il mercato del vino diventa sempre più internazionale. L’Oiv segnala la leggera crescita degli scambi mondiali (+0,4% a 108 milioni di ettolitri.) per un giro d’affari pari a 31,3 miliardi di euro, in incremento dell’1,2%. La Spagna resta il primo esportatore in volume (20,9 mln/hl) e detiene quasi il 20% del mercato mondiale. Australia, Stati Uniti e Argentina vedono incrementare i volumi esportati, mentre Spagna, Italia, Francia, Cile e Sud Africa risultano in calo. Se si considerano i valori, la Francia si conferma leader, con 9,3 miliardi di euro nel 2018 e un +2,8%. Bene anche Italia (+3,3%), Spagna (1,9%), Germania (+2,6%) e Portogallo (+3,1%). In calo Stati uniti (-6,2%), Argentina (-5,5%), Cile (-5,2%) e Nuova Zelanda (-4,6%).

 sui principali importatori di vino

Italia, Francia e Spagna leader di mercato

Il mercato mondiale del vino è dominato da Italia, Francia e Spagna che, con 54,8 milioni di ettolitri nel 2018, detengono oltre metà delle quote a volume. Percentuale scesa dal 55,1% del 2017 al 50,7% dello scorso anno. Considerando i valori, Francia (19,6%) e Italia (9,3%) detengono le maggiori quote di mercato e hanno beneficiato del rialzo generalizzato dei prezzi dovuto alla vendemmia scarsa del 2017. La Germania si conferma primo importatore nei volumi, mentre gli Stati uniti sono il mercato che spende di più per acquistare vino, con l’import di bollicine in forte crescita (+8% nei volumi e dei valori). Nel complesso, fa notare l’Oiv, la maggior parte dei mercati sono rimasti stabili nel 2018 nei volumi, con lievi incrementi nei valori, a eccezione di Russia e di Cina.

L’andamento dei formati

Guardiamo ai formati. I vini in bottiglia continuano a rappresentare la gran parte dei volumi di vino scambiati: il 53% (-8% sul 2017) con corrispettivi in valore del 70%. Gli spumanti proseguono la loro corsa anche nel 2018 e rappresentano oggi il 9% degli scambi mondiali a volume (+3,7%) e il 20% a valore (+6,3%). Italia e Francia rappresentano rispettivamente il 20% e il 13% delle quantità esportate. I vini sfusi in contenitori sopra i dieci litri rappresentano il 34% dei volumi scambiati (-5%) e l’8% dei valori (+3,8%). Mentre, dopo la nuova classificazione doganale introdotta nel 2017, i recipienti tra 2 e 10 litri valgono il 4% in volume e il 2% in valore.

Sud del Mondo, stime 2019

Ad aprile sono già disponibili le stime parziali sul raccolto 2019. L’Oiv parla di diminuzione nella maggior parte dei Paesi produttori: Argentina, Brasile e Cile. L’Australia sta facendo i conti con le alte temperature registrate durante l’estate così come il Sud Africa è stato colpito duramente dalla siccità. Solo la Nuova Zelanda, per ora, viene considerato il Paese con un incremento produttivo sul 2018.

in pillole

• Vigneto mondiale a 7,4 milioni di ettari

• Forte aumento della produzione a 292,3 milioni di ettolitri

• Consumi quasi stabili a 246 milioni di ettolitri

• Scambi mondiali in aumento a 108 milioni di ettolitri e 31,3 miliardi di euro (+1,2%)

Principali importatori di vino

Paese volumi in mln/hl

2017 e 2018

valori in mln/euro

2017 e 2018

Germania 15,2 14,5 2570 2619
Regno Unito 13,3 13,2 3468 3510
Stati Uniti 12,1 11,5 5232 5245
Cina 7,5 6,9 2465 2415
Francia 7,3 6,2 753 861
Canada 4,2 4,2 1668 1693
Paesi Bassi 4,4 4,2 1147 1162
Russia 4,5 4,1 1307 1226
Belgio 3,1 3 950 975
Giappone 2,8 2,6 1410 1419
Fonte: Oiv, Gta per Paesi con importazioni superiori a 2 mln/hl

a cura di Gianluca Atzeni

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